Welfare

Cosa ha causato il più grande sciopero delle Università Inglesi

Di Giulia Piccolino – Sessantuno Università britanniche, tra cui alcune delle più prestigiose, come Oxford e Cambridge, sono state in sciopero per quattordici giorni, dal 23 febbraio al 16 marzo. Lo sciopero ha avuto un carattere graduale: due giorni di sciopero la prima settimana, tre la seconda, quattro la terza e, infine, l’intera settimana lavorativa nel corso dell’ultima tornata di mobilitazione. Si tratta del più grande sciopero mai avvenuto nell’accademia inglese. Professori, docenti e ricercatori di tutti i gradi, ma anche molti bibliotecari, tecnici, funzionari amministrativi hanno disertato aule e uffici per partecipare a picchetti e manifestazioni. Che cosa ha scatenato quest’ondata di protesta e malcontento, che ovunque sarebbe inusuale per la sua ampiezza ma che è ancora più sorprendente in un paese dove i sindacati sono stati indeboliti da successivi governi conservatori e il diritto allo sciopero è fortemente limitato?


Il settore agricolo invoca l’innovazione scientifica

Di Matteo Faè – Lo scorso 31 marzo si è tenuto a Vivaro (PN) il convegno “Il mondo agricolo incontra la ricerca. Incontro con la professoressa e senatrice a vita Elena Cattaneo”, organizzato da Futuragra (associazione di agricoltori che si batte per introdurre in Italia le biotecnologie vegetali), Agricoltori Federati (una associazione che offre assistenza e consulenza agli agricoltori) e l’Associazione Luca Coscioni.



Un messaggio per il Ministro Poletti

di Associazione AIRIcerca Come sapete nei mesi scorsi c’è stata una grande mobilitazione dei ricercatori italiani per richiedere l’estensione dell’indennità di disoccupazione (DIS-COLL). Purtroppo questa richiesta non è stata accolta…


Tempesta di Cervelli

Report della Tempesta di Cervelli, 28-29 Novembre 2014, Roma, Italia

Di Francesca Magnani, Carla Maria Regina e Lara Campana – Il 29 e 30 Novembre si è tenuto a Roma il primo incontro de “La Tempesta di Cervelli”, organizzato da Chiara Bertolaso (specializzanda in Medicina a Roma) e da Samanta Mariani e Luca Cassetta (entrambi ricercatori ad Edimburgo). Lo scopo di questo incontro è stato quello di stimolare un dibattito riguardante le problematiche inerenti la Ricerca e la Sanità in Italia, e di individuare strategie di miglioramento. Circa sessanta partecipanti, rappresentanti di tutte le varie “generazioni” accademiche, dal neo-laureato al professore ordinario, hanno animato l’incontro con entusiasmo e propositività. Persone tra i 20 e i 60 anni che credono che non si possa lasciare all’incuria la situazione corrente dell’università e della ricerca, entrambi serbatoi di idee ed innovazione, il cui potenziale è largamente non sfruttato. Fin da subito si è capito che la Tempesta sarebbe stata molto di più di un semplice raduno in cui i ricercatori lamentano mancanza di fondi, meritocrazia o organizzazione. Lo spirito era propositivo, l’energia e l’esplosione di idee che si è verificata durante “La Tempesta di Cervelli” su come riformare ricerca e sanità hanno reso la due giorni un vero successo.