Tecnologia

Intelligenza artificiale: dai giochi di imitazione di Turing a Facebook

Di Elisa Camozzi – Nell’agosto 2017 su giornali e telegiornali è apparsa una notizia riguardante due bot, Alice e Bob, che avrebbero iniziato a parlare tra di loro in una lingua di loro “invenzione” durante un esperimento condotto al laboratorio di ricerca sull’intelligenza artificiale di Facebook (FAIR). Il tempo ristretto di un servizio del telegiornale non è sicuramente sufficiente a definire il contesto nel quale leggere questa notizia. E quando si parla della possibilità di costruire macchine in grado di simulare l’intelligenza umana, il contesto è utile per evitare entusiasmo eccessivo o paure indotte. L’articolo vuole essere un tentativo di definire tale contesto mediante un percorso, più storico che tecnico, attraverso le tappe principali che hanno portato dai primi calcolatori alle macchine odierne in grado di apprendere.


Per fare buona scienza, a volte ci vuole incoscienza! – Intervista a Antonio Casini

A cura di Elisa Dell’Aglio – In un centro di ricerca italiano contornato dalle Alpi, il CIBIO di Trento, il gruppo della Prof. Anna Cereseto ha messo a punto una proteina altamente precisa per modificare il DNA. L’hanno battezzata evoCas9, perché è una versione ingegnerizzata di quella naturale (chiamata appunto Cas9) ottenuta mediante la selezione di mutazioni casuali favorevoli. Il risultato potrebbe avere presto interessanti risvolti applicativi in ambito terapeutico ed è stato ottenuto sbaragliando la concorrenza di gruppi competitori, con molte più risorse economiche e prestigio internazionale.Dietro a questo successo c’è Antonio Casini, giovane dottorando della Prof. Cereseto. È lui che ha pianificato ed eseguito la maggior parte del lavoro sperimentale e che oggi può vedere il suo nome su due riviste scientifiche di primo piano: Nature Biotechnology e Nature Communications.Antonio ha accettato di ripercorrere con me il percorso che lo hanno condotto fin qui e le sue prospettive per il futuro.


L’ottica sotto una nuova luce: la teoria rivoluzionaria di Ibn Al-Haytham

Di Lorenzo Voltolina – Ibn al-Haytham, scienziato di origine araba attivo durante l’XI secolo, è stato una delle personalità storicamente più influenti per lo sviluppo della scienza odierna. Questo non solo grazie ai risultati che riuscì ad ottenere attraverso le sue ricerche interdisciplinari, ma anche grazie all’elaborazione di un metodo di ricerca standardizzato dai connotati altamente sperimentali, basato sui concetti di prove ripetute e falsificabilità. Nel seguente articolo, si prende in considerazione la sua dimostrazione della propagazione rettilinea della luce, che rivoluzionò il campo dell’ottica fisica e la scienza tutta.


Il settore agricolo invoca l’innovazione scientifica

Di Matteo Faè – Lo scorso 31 marzo si è tenuto a Vivaro (PN) il convegno “Il mondo agricolo incontra la ricerca. Incontro con la professoressa e senatrice a vita Elena Cattaneo”, organizzato da Futuragra (associazione di agricoltori che si batte per introdurre in Italia le biotecnologie vegetali), Agricoltori Federati (una associazione che offre assistenza e consulenza agli agricoltori) e l’Associazione Luca Coscioni.




Da cosa nasce il bisogno di comunicare la scienza

Di Umberto M. Meotto – La diffusione continua di innovazioni, per mano delle moderne tecnologie, sta cambiando il mondo nel quale viviamo molto più rapidamente della capacità che abbiamo di adattarci come specie; questo conflitto “evolutivo” si traduce spesso in un’avversione nei confronti della scienza. E’ quindi necessario uno sforzo aggiuntivo da parte di chi possiede una determinata conoscenza affinché la renda fruibile da tutti, poiché un’arricchimento culturare della collettività è possibile solo se in precedenza vi è stata una condivisione del sapere.