Neuroni


Oltre la plasticità sinaptica: anche l’eccitabilità dei neuroni contribuisce alla formazione di nuove memorie

Di Giorgio Grasselli – Uno dei grandi interrogativi a cui le neuroscienze stanno cercando di dare una risposta riguarda come all’interno del nostro cervello i neuroni riescono a registrare nuove memorie. Il cambiamento della forza con cui due neuroni connessi comunicano tra loro (plasticità sinaptica) è considerato, da oltre quarant’anni, il principale meccanismo cellulare coinvolto in questi processi. Nel nostro ultimo lavoro, pubblicato su PLOS Biology [1], abbiamo dimostrato, che anche un altro processo cellulare svolge un ruolo chiave nella registrazione di nuove memorie, almeno in parte indipendentemente dalla plasticità sinaptica: il cambiamento dell’eccitabilità intrinseca dei neuroni (plasticità intrinseca). Si aggiunge così un nuovo tassello nella comprensione dei meccanismi cellulari necessari alla memoria e apprendimento che possono essere alterati in malattie nel sistema nervoso.


Nuovo database per i neuroni umani

L’ Allen Institute for Brain Science ha recentemente pubblicato il primo database open-access contenente dati sulle proprietà elettriche di circa 300 neuroni corticali prelevati da 36 pazienti e 100 ricostruzioni…


Immagini tridimensionali ad alta risoluzione di interi organi: la rivoluzione nello studio del sistema nervoso

Di Stefania Averaimo – Nei mammiferi, l’opacità dei tessuti adulti (come ad esempio il cervello di un roditore adulto) impedisce l’acquisizione di immagini di interi organi. L’unico modo per studiare questi sistemi è il sezionamento e l’osservazione al microscopio delle singole sezioni. Questa è una forte limitazione alla comprensione dei meccanismi di comunicazione nel sistema nervoso. Attraverso una nuova tecnica, chiamata 3DISCO, è possibile rendere il tessuto trasparente, permettendo la penetrazione da parte della luce. Usando 3DISCO, non è più necessario sezionare il tessuto, e l’acquisizione di immagini può essere fatta sull’organo intero, permettendo un’analisi rapida e dettagliata di complesse e delicate strutture come le connessioni neuronali.


Il virus Zika infetta le cellule neurali

  Uno studio pubblicato su Cell Stem Cells dimostra che il virus Zika è in grado di infettare in vitro le cellule progenitrici dei neuroni e di ucciderle. Questo potrebbe…


Report del corso “The aging brain. Cellular mechanisms interfacing human pathology”- 28 settembre – 2 ottobre 2015

Di Elia Magrinelli – Il corso di dottorato di neuroscienze dell’università di Torino ha organizzato un breve corso interdisciplinare per studenti di dottorato impegnati in diversi ambiti delle neuroscienze. I professori Annalisa Buffo, Silvia De Marchis e Maurizio Giustetto, gli organizzatori del corso, hanno raggruppato in quest’evento diversi settori delle neuroscienze: cliniche, cognitive e ricerca fondamentale. Inoltre questo seminario ha permesso di avvicinare gli studenti a un ambito specifico della ricerca in neuroscienze: quello dell’invecchiamento del sistema nervoso e delle patologie neurodegenerative correlate.


Quando membrane, proteine e sali creano elettricità.

Di Elia Magrinelli – Le cellule neuronali o neuroni costituiscono le unità fondamentali del sistema nervoso. L’intero funzionamento di questo sistema incredibilmente complesso si basa su una caratteristica peculiare di queste cellule, quella di essere eccitabili. Nell’immaginario comune l’attività nervosa viene associata all’invio di segnali elettrici e questa immagine, seppur riduttiva, è corretta. Come per i computer, la trasmissione del segnale attraverso l’elettricità è rapida, precisa e facilmente controllabile. Un segnale nervoso può iniziare, avere luogo e terminare nell’arco di millisecondi viaggiando anche per lunghe distanze. Per avere un’idea della velocità dei segnali nervosi proviamo a considerare un’attività sportiva, ad esempio il ping pong. I professionisti di questo sport riescono a imprimere velocità iniziali alla palla che raggiungono anche i 90 km/h. Considerando una distanza di 5 metri tra i due giocatori, la palla impiegherà 200 msec (1/5 di secondo) circa a raggiungere l’avversario. In questo breve tempo, il giocatore avrà osservato la traiettoria iniziale della palla, estrapolato il suo percorso, calcolato come muovere la racchetta in modo che questa incontri la traiettoria della palla per poterla respingere, inviato i comandi ai muscoli del corpo e risposto cosi all’attacco avversario! Altrettanta coordinazione e velocità consentono per esempio a un predatore di catturare la sua preda o, al contrario, alla preda di reagire fuggendo dal pericolo o difendendosi dall’attacco. In entrambe queste situazioni la rapidità rappresenta il fattore determinante per il successo di preda o predatore e la posta in gioco è davvero molto alta: la vita. In questo articolo introdurremo le nozioni fondamentali sulla struttura e il funzionamento dei neuroni, caratteristiche condivise dal sistema nervoso di molti organismi, dal più semplice, al più complesso. Infine descriveremo brevemente le metodologie più utilizzate per valutare e studiare l’attività dei neuroni.