Modelli Matematici

Valutazione della gravità clinica di COVID-19 estrapolata dalle dinamiche di trasmissione a Wuhan, China

A cura di: Paolo Colombo; Revisionato e tradotto da: Francesco Trapani – Il tasso di letalità in casi sintomatici (Symptomatic Case Fatality Risk, o sCFR) è la proporzione di morti rispetto al numero totale di pazienti sintomatici. In questo lavoro gli autori
stimano che il sCFR complessivo per il COVID-19 a Wuhan sia del 1.4% (0.9-2.1%). Questo valore è significativamente più basso rispetto al corrispettivo tasso di letalità rispetto ai soli casi confermati. Lo studio mostra anche che i tassi di letalità e la probabilità di contrarre un’infezione sintomatica sono correlati in modo significativo all’età anagrafica.


Efficacia Delle Misure Di Controllo Della Diffusione Del Covid19 Tramite Isolamento Dei Casi E Dei Contatti

A cura di: Laura Fontanella; Revisionato: Elias Allara, Corrado Minetti – In questo studio sono state esplorate le condizioni necessarie per un contenimento efficace di COVID-19 mediante isolamento e tracciamento dei contatti, utilizzando un modello matematico stocastico. Il risultato ha mostrato che con tasso di riproduzione del virus pari a 2.5, l’80% dei contatti deve essere rintracciato e isolato per ottenere il controllo del 90% dei focolai. Inoltre, la probabilità di controllo diminuisce all’aumentare del numero di casi iniziali e in caso di ritardo dell’insorgenza dei sintomi.



Come ci comportiamo durante un’emergenza?

Di Enrico Ronchi – Questo articolo analizza il concetto di panico e come questo sia considerato un falso mito da parte dei ricercatori che si occupano di studi sull’esodo in caso di emergenza. Oggi svariati strumenti sono disponibili per una corretta pianificazione e gestione degli scenari di emergenza durante grandi eventi. Questi strumenti possono essere semplici equazioni matematiche o piu’ avanzati software di simulazione del movimento della folla.


Ecosistemi stabili e complessità: soluzione di un paradosso?

Di Sebastiano de Franciscis – Empiricamente si osserva che molti ecosistemi stabili nel tempo sono caratterizzati da una struttura complessa, ossia un gran numero di specie, ognuna delle quali con molte interazioni di tipo preda-predatore. Si pensi ad esempio alle foreste pluviali o alle barriere coralline. D’altra parte Il fisico teorico Robert May negli anni 70 ed 80 si interessa alla relazione tra complessità e stabilità nelle comunità ecologiche, con un modello che rappresenta un ecosistema generale come una rete alimentare (le cosiddette foodwebs) conclude che la stabilità di un ecosistema diminuisce all’aumentare del numero di specie e di interazioni.Recentemente uno studio condotto dal gruppo di fisica statistica dell’università di Granada (Spagna) ha individuato una nuova proprietà statistica delle reti ecologiche, facilmente misurabile, in cui si contempla allo stesso tempo grande numero di specie, complessitá e stabilitá: la coerenza trofica (“che riguarda la nutrizione”, derivato del greco τροϕή «nutrimento»). Questa è una misura di quanto ordinatamente le specie si collocano nella piramide alimentare in distinti livelli ben definiti e separati.Analizzando un database di quasi 50 reti alimentari reali, hanno trovato una forte correlazione tra la stabilità delle reti e la loro coerenza trofica, molto più evidente di quella presente tra complessità delle reti e stabilità, indicando una nuova via per la soluzione del paradosso di May.


Report del “6th Mars Atmosphere Modelling and Observations Workshop”, 17-20 Gennaio, Granada 2017, Spagna

Di Arianna Piccialli – La sesta conferenza sui modelli e le osservazioni dell’atmosfera marziana ha riunito nella bella città andalusa più di 100 ricercatori provenienti da tutto il mondo. Durante quattro giorni, giovani ricercatori insieme con i maggiori esperti di atmosfere planetarie hanno discusso delle più recenti osservazioni dell’atmosfera marziana, di modelli climatici e del futuro dell’esplorazione spaziale su Marte.


Stima del contenuto di carbonio organico nel suolo

Uno studio appena pubblicato su Biogeosciences afferma che il contenuto di carbonio organico nel suolo  viene modellizzato più accuratamente tenendo conto dell’impatto dei nutrienti e della comoposizione del suolo. Lo…