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Bologna ma non troppo: I meandri burocratici del riconoscimento di titoli di studio esteri in Italia

Di Francesco Baldi – I nostri giovani sono spesso incitati a fare esperienza all’estero per poi rientrare in Italia, forti di uno svezzamento internazionale. In certi casi, purtroppo, il rientro si trasforma in una trappola burocratica: per l’amministrazione pubblica italiana, un titolo conseguito all’estero, anche se all’interno dell’Unione Europea, non é automaticamente valido. Il processo di riconoscimento é lento e dispendioso, con tempi che vanno dai 4 ai 12 mesi e spese tra i 100 e i 300 euro. Una ennesima storia di lentezze e inefficienze burocratiche italiane.


La voce degli AIRIcercatori in merito ai cambiamenti climatici

Di Associazione AIRIcerca – Qualche giorno fa il Corriere della Sera ha pubblicato un testo che reputiamo davvero di bassa qualità, non informativo, superficiale e incorretto in merito ai cambiamenti climatici mondiali in atto. Riteniamo opportuno far sentire la nostra voce sulla questione. I due testi che seguono sono una lettera che abbiamo inviato al Corriere in risposta all’articolo da loro pubblicato e un articolo inedito, scritto da un ricercatore esperto, per fare il punto sui cambiamenti climatici con il giusto rigore scientifico.



Un messaggio per il Ministro Poletti

di Associazione AIRIcerca Come sapete nei mesi scorsi c’è stata una grande mobilitazione dei ricercatori italiani per richiedere l’estensione dell’indennità di disoccupazione (DIS-COLL). Purtroppo questa richiesta non è stata accolta…



Un messaggio di Piero Angela per AIRIcerca

Riceviamo con orgoglio e pubblichiamo un messaggio di sostegno da parte di Piero Angela, capostipite dei divulgatori scientifici in Italia ed esempio per tutti noi di rigore e onesta’ intellettuale…


La voce dei ricercatori sulla scienza degli OGM: progresso e corretta informazione

Di Matteo Faè – Qualche giorno fa si sono riaccese le polemiche riguardo agli Organismi Geneticamente Modificati (OGM). La miccia che ha reinfuocato la discussione è un intervento del ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali Maurizio Martina, riportato dalla Senatrice Elena Cattaneo in una lettera pubblicata sul quotidiano la Repubblica lo scorso 3 luglio in cui le tecniche del DNA ricombinante in grado di produrre OGM vengono banalizzate alla stregua di uno “sport”, o di “giochi molecolari”. Ora, la comunità scientifica non si stupisce nemmeno più delle ripetute (e molto spesso infondate) critiche agli OGM, ma dichiarazioni come questa, soprattutto da parte di chi ricopre cariche istituzionali, mettono in discussione e rischiano di screditare, senza averne diritto, biologia, biotecnologia e l’approccio scientifico nella sua globalità.