archeologia

Cosa coltivavano i nostri antenati?

Un gruppo di ricercatori italiani dell’Università di Modena e Reggio Emilia e de La Sapienza hanno pubblicato il 29 gennaio un interessante studio sulla prestigiosa rivista Nature Plants. Questo studio…


Autopsia di un seme di quinoa

In un sito archeologico in Argentina, durante uno scavo effettuato negli anni `70, sono stati scoperti semi di quinoa vecchi di 2300 anni in eccellente stato di conservazione, perché ritrovati…



Il giardino delle sculture dei Neanderthal

Questo video di Nature ci mostra delle misteriose strutture scoperte da un gruppo di ricercatori guidato da Jean-Noël Rouzaud e Frédéric Santos, della scuola normale superiore di Parigi e dell’Università…


Le estinzioni di massa

Negli anni 70′ lo scienziato Jack Sepkoski ha iniziato la caccia ai fossili più ambiziosa che sia mai stata effettuata. Tuttavia, al posto di scavare nella terra si mise a…


Archeologia e Fisica unite dal piombo

Dopo duemila anni trascorsi nel mare della Sardegna troveranno pace nel cuore della montagna i 30 lingotti di piombo ritrovati in un relitto di epoca romana. Verranno utilizzati nei Laboratori Nazionali del Gran…


Immagine dell'antica città di Palmyra, oggetto di devastazioni da parte dell'IS (Wikipedia).

IS: Cancellare il passato per rifondare il presente

Di Francesco Sponza – Cosa spinge i militanti dello Stato Islamico a radere al suolo siti e reperti archeologici? Le profanazioni non servono solo a diffondere terrore e a procurarsi beni da vendere sul mercato nero delle opere d’arte. Esse mirano a cancellare i simboli materiali di un passato in grado di mettere in dubbio l’esistenza di una volontà divina scollegata dalla storia, dunque eterna, di cui lo Stato Islamico è unica manifestazione.