Prima indagine ultrastrutturale autoptica di Sars-CoV-2 nelle vie olfattive e nel tronco encefalico

Riassunto e traduzione dell’articolo: Gaetano BULFAMANTE, Davide CHIUMELLO, Maria Paola CANEVINI, Alberto PRIORI, Michele MAZZANTI, Stefano CENTANNI, Giovanni FELISATI, First ultrastructural autoptic findings of SARS-Cov-2 in olfactory pathways and brainstem, Minerva Anestesiologica

Riassunto e traduzione a cura di: Bernadette Basilico; Revisionato: Alda Rocca

Articolo Originale Pubblicato il 13 maggio 2020

In questo studio, vengono individuate possibili particelle virali nel tessuto cerebrale di un paziente affetto da COVID-19.

L’infezione da Sars-CoV-2 causa sintomi neurologici nel 36.4% dei pazienti. Attualmente, ci sono diverse ipotesi sulle vie di accesso del virus al sistema nervoso :

  1. invasione diretta del cervello attraverso le vie olfattive;
  2. invasione per via retrograda dai polmoni, attraverso il nervo vago, fino ai centri cardiorespiratori situati nel tronco encefalico;
  3. invasione attraverso il flusso sanguigno.

Precedenti studi autoptici su pazienti affetti da COVID-19 hanno riportato iperemia cerebrale, edema e neurodegenerazione. Inoltre, in due pazienti sono state rilevate particelle virali riconducibili a Sars-CoV-2 nel liquor e nel lobo frontale.

Metodi: il soggetto dello studio è un paziente di 54 anni positivo a Sars-CoV-2, ricoverato con febbre, anosmia, disgeusia, cefalea, probabili crisi epilettiche e una grave Sindrome da Distress Respiratorio Acuto. L`autopsia è stata eseguita entro 3 ore dal decesso. L’analisi ultrastrutturale è stata condotta in tre regioni cerebrali: il nervo olfattivo, il giro retto e il tronco encefalico a livello del bulbo.

Risultati: è stato osservato un grave e diffuso danno tissutale a carico di neuroni, glia, nervi e   guaina mielinica. La microscopia elettronica ha rivelato la presenza di numerose particelle riconducibili ai virioni di Sars-CoV-2. I danni riscontrati apparivano progressivamente più gravi dal nervo olfattivo al giro retto e al tronco encefalico.

Conclusioni: questi risultati potrebbero supportare l’ipotesi di un’invasione virale diretta tramite la mucosa olfattiva. I danni al tronco encefalico potrebbero giustificare il grave deficit respiratorio presente nel paziente.

Limiti: Gli autori basano le loro affermazioni sulle dimensioni e sulla morfologia delle particelle identificate, compatibili con virioni di SARS-CoV-2. 

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