La saliva è più sensibile nel rilevare SARS-CoV-2 nei pazienti COVID-19 rispetto ai tamponi rinofaringei

Riassunto e traduzione dell’articolo: Anne Louise Wyllie, John Fournier, Arnau Casanovas-Massana, Melissa Campbell, Maria Tokuyama, Pavithra Vijayakumar, Bertie Geng, M. Catherine Muenker, Adam J. Moore, Chantal B. F. Vogels, Mary E. Petrone, Isabel M. Ott, Peiwen Lu, Alice Lu-Culligan, Jonathan Klein, Arvind Venkataraman, Rebecca Earnest, Michael Simonov, Rupak Datta, Ryan Handoko, Nida Naushad, Lorenzo R. Sewanan, Jordan Valdez, Elizabeth B. White, Sarah Lapidus, Chaney C. Kalinich, Xiaodong Jiang, Daniel J. Kim, Eriko Kudo, Melissa Linehan, Tianyang Mao, Miyu Moriyama, Ji Eun Oh, Annsea Park, Julio Silva, Eric Song, Takehiro Takahashi, Manabu Taura, Orr-El Weizman, Patrick Wong, Yexin Yang, Santos Bermejo, Camila Odio, Saad B. Omer, Charles S. Dela Cruz, Shelli Farhadian, Richard A. Martinello, Akiko Iwasaki, Nathan D. Grubaugh, Albert I. Ko, Saliva is more sensitive for SARS-CoV-2 detection in COVID-19 patients than nasopharyngeal swabs, MedRxiv pre-print, Aprile 2020.

Riassunto e traduzione a cura di: Mirella Vivoli Vega; Revisionato: Bernadette Basilico

Articolo Originale Pubblicato il 22 Aprile 2020

Lo studio dimostra che la saliva rappresenta un’alternativa praticabile e più sensibile rispetto ai tamponi rinofaringei e potrebbe consentire la raccolta di campioni fai-da-te per testare la presenza di SARS-CoV-2 su larga scala e in modo più accurato.

Gli sforzi per controllare la diffusione di SARS-CoV-2 dipendono da diagnosi accurate e rapide. Questi test dovrebbero essere sensibili nel rilevare anche le infezioni asintomatiche per ridurre la trasmissione, invariabili per monitorare la progressione della malattia e modulari per permettere di allentare le misure di distanziamento sociale. I tamponi rinofaringei spesso non soddisfano questi criteri, poiche’ mostrano una sensibilità relativamente scarsa per SARS-CoV-2 e i risultati sono spesso discordanti anche nel tempo. La saliva rappresenterebbe un’alternativa allettante al tampone rinofaringeo, non invasivo e facile da fare anche a casa.

Metodi. Sono stati reclutati 44 pazienti ospedalizzati, positivi a SARS-CoV-2 attraverso il tampone rinofaringeo, e con sintomatologia severa. Da questo gruppo sono stati analizzati 121 campioni, analizzando sia la saliva e che il tampone rinofaringeo. Utilizzando il kit MagMAX Viral/Pathogen Nucleic Acid Isolation, contenente i primers specifici per N1 e N2, gli autori hanno effettuato la RT-PCR, e calcolato la carica virale (numero di virus/mL) solo per il set N1. I campioni sono stati classificati come positivi a SARS-CoV-2 quando entrambi i set di primers N1 e N2 hanno dato un valore di Ct<38. Come controllo hanno utilizzato la RNAsi P umana (RP). Il numero di copie virali è stato quantificato usando una curva standard mediante una diluzione di 10 volte dei trascritti di RNA generati.

Inoltre sono state reclutate 98 persone tra operatori sanitari asintomatici, sui quali sono stati effettuati tamponi di saliva e rinofaringei, circa ogni 3 giorni, e analizzati mediante PCR.  

Risultati.

  • Da tutti i campioni prelevati dai pazienti reclutati (46 con tampone rinofaringeo e 37 con saliva) è emerso che, la carica virale media, in riferimento solo al set N1, nella saliva era 5 volte maggiore rispetto a quella del tampone rinofaringeo. Inoltre, dall`analisi di 38 campioni, positivi sia nella saliva che nel tampone rinofaringeo, è emerso che la carica virale risulta maggiore nella saliva.
  • 5 tamponi rinofaringei, prima negativi, dei 22 raccolti sono risultati positivi dopo la rianalisi con PCR. Al contrario, tutti e 12 i tamponi salivari sono sempre risultati consistenti con la prima analisi, pur presentando una diminuzione della carica virale nel tempo.
  • Dei 98 operatori sanitari asintomatici, 2 di questi, prima negativi al tampone rinofaringeo, sono risultati positivi quando il test è stato effettuato su campione di saliva. Tuttavia, sebbene la saliva possa essere più sensibile per rilevare gli asintomatici, è necessario un maggiore campionamento.

Conclusioni. La sensibilità del rilevamento di SARS-CoV-2 nella saliva è comparabile, se non superiore, ai tamponi rinofaringei. La presenza di SARS-CoV-2 nella saliva di 2 asintomatici negativi al tampone rinofaringeo suggerisce che la saliva potrebbe essere una valida alternativa per identificare l’infezione. Un test sulla saliva è già stato approvato dalla FDA. Tuttavia per soddisfare la crescente domanda di test, questi risultati richiedono convalida e implementazione.

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