Mola Idatiforme E Covid-19: C’è Un Associazione?

Riassunto e traduzione dell’articolo: Abbas, Hahmed, Shaltout, Hydatidiform mole in the era of COVID-19 pandemic. Is there an association? American Journal of Reproductive Immunology

Riassunto e traduzione a cura di: Daria Di Filippo; Revisionato: Federica Fontanella

Articolo Originale Pubblicato il 22/04/20

Comunicazione breve sul possibile link tra COVID-19 e sviluppo di Mola Idatiforme in pazienti gravide, basata sui parametri immunologici e laboratoristici di COVID-19.

A marzo 2020, l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ ha dichiarato la pandemia da COVID-19. La mola idatiforme (MI) è una forma non maligna di malattia trofoblastica gestazionale (MTG) caratterizzata dal fallimento dello sviluppo fetale e da una proliferazione abnorme del trofoblasto. In un ospedale ostetrico di terzo livello, si è osservata un’aumentata incidenza di MI sincrona con la pandemia. La maggior parte dei casi erano primigravide con nessun altro fattore di rischio per MI, e si è dunque provato a stilare delle possibili spiegazioni di come questa patologia possa essere influenzata dai parametri immunologici e laboratoristici del COVID-19.

  • Precedenti ricerche sulla patogenesi della MI ricorrente, avevano identificato delle mutazioni della proteina NLRP7, che ha un ruolo nell’infiammazione mediata da patogeni e nell’apoptosi. Questo aumenta la possibilita’ che infezioni virali, batteriche o parassitarie possano mediare la MI.
  • Nella MI, c’ è una diminuita conta dei bianchi rispetto alla gravidanza fisiologica, a riflettere l’associazione della MI con una diminuita funzione infiammatoria che intensifica l’invasione trofoblastica.
  • Oltretutto, in pazienti con MTG, c’ è una significativa diminuzione della percentuale e conta assoluta dei linfociti.  É interessante notare che pazienti COVID-19 positivi, come le pazienti con MTG, mostrano leucopenia come uno dei parametri più importanti nel punteggio H per la linfoistiocitosi emofagocitica secondaria che avviene principalmente negli adulti in seguito ad infezione virale. Questo potrebbe spiegare l’associazione causale tra CODI-19 e MI.
  • Studi precedenti hanno dimostrato che l’attivazione di linfociti e macrofagi endometriali può influenzare l’ambiente uterino incidendo sull’embrione in fase di impianto. Uno degli agenti causali per l’attivazione sono gli antigeni specifici non appartenenti al tessuto riproduttivo, come quelli degli organismi infettivi. L’attivazione porterebbe al rilascio di citochine inclusa l’interleuchina 1 (IL-l), interleuchina-2 (IL-2), interleuchina-6 (IL-6), interferone TL and Y (IFNU, y) and tumor necrosis factor-a (TNF-a). Queste citochine potrebbero dunque essere usate come biomarkers per la diagosi di MTG, avendo un ruolo ben definite nella loro patogenesi.
  • COVID-19 è caratterizzato da aumentati livelli di IL-2, IL-7, fattore stimolante le colonie granulocitiche, proteina 10 inducibile da interferon-γ e TNF-α. Questo aumenta l’interesse sul fatto che i livelli di citochine nelle pazienti COVID-19 potrebbero alterare l’impianto fisiologico determinando lo sviluppo di MI.

La MI ha eziologia multifattoriale e la conoscenza dei meccanismi immunologici alla sua base è ancora limitata. Ulteriori studi sono raccomandati per dimostrare il contributo di COVID-19 nella patogenesi di MI. Intanto, si suggerisce che gli ostetrici avvisino le gestanti che sviluppano MI che potrebbero essere affette da COVID-19. Queste pazienti potrebbero essere inviate ad eseguire il test per COVID-19 con il tampone nasofaringeo.

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Siamo un gruppo di medici, biologi, e ricercatori. Scriviamo in associazione con AIRIcerca in capacità privata (non rappresentiamo le rispettive istituzioni!) nel tentativo di aiutare i medici italiani che stanno affrontando l’epidemia Covid19. Controlliamo costantemente la letteratura scientifica e forniamo brevi riassunti in italiano peer-reviewed (troverete per ogni riassunto il nome di chi lo ha scritto e chi lo ha revisionato). Per agevolare la ricerca delle informazioni, assegnamo delle parole-chiave ad ogni riassunto. Speriamo in questo modo di fornire una versione concisa e in italiano di quanto di nuovo ha da offrire la letteratura scientifica sull’epidemia.

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