MINIREVIEW: Pseudoscienza e COVID-19 — Basta così

Analisi della Letteratura a cura di: Dimitrios Spiliotopoulos; Revisione e traduzione: Maria Clara Liuzzi

L’“infodemia” [1]relativa al COVID-19 mette in evidenza come il tollerare la pseudoscienza possa causare danni reali, e pertanto essa non deve essere accettata. La responsabilità professionale dei ricercatori è di rendersi partecipanti attivi, ed inondare la rete di informazioni accurate, scritte in maniera avvincente e convincente (facili da capire e da condividere tramite i dispositivi mobili), e correggere le notizie false.

Già nel Medioevo ogni epidemia portava la diffusione non solo di informazionima anche di disinformazioni e dicerie. L’amplificazione di questo fenomeno genera una vera e propria sfida, basata principalmente sulla tempistica di diffusione (“bisogna essere più veloci per se si vuole colmare le lacune correnti”), e questo solitamente avviene tramite

  • gente che opera non in buona fede
  • social media (Facebook, Twitter, … e gli equivalenti cinesi): gli algoritmi dei social media possono diffondere la pseudoscienza
  • motori di ricerca (Google)
  • mezzi di comunicazione di massa (giornali, tv): i mezzi di comunicazione tradizionale ricoprono un ruolo essenziale nel fornire al pubblico informazioni basate sull’evidenza, le quali informazioni si spera vengano poi trasferite sui social media.

Come risultato della pandemia da COVID-19, coloro che si occupano di controllare la veridicità delle informazioni (“fact debunkers”) stanno avendo a che fare con un grande quantità di misinformazione che viene costantemente diffusa, e con venditori di terapie non scientificamente comprovate.

Il team di comunicazione del rischio dell’OMS ha lanciato la piattaforma EPI-WIN[2] per la diffusione di informazioni scritte su misura per gruppi specifici, e collabora con agenzie internazionali che hanno vasta esperienza in comunicazione del rischio. Ma impegnarsi in discorsi assennati sembrerebbe essere ancora senza speranza.

Timothy Caulfield, con la sua esperienza pluridecennale di studio della diffusione ed impatto della misinformazione nell’ambito della salute, esorta tutti gli scienziati a lottare per la diffusione di informazioni equilibrate e di qualità:

  • le pseudoscienze riguardanti la salute (incluse, ma non limitate a: omeopatia, naturopatia, reiki) non possono essere considerate legittimabili, specialmente in centri di salute all’interno di università importanti o di ospedali, ma al contrario dovrebbero essere attentamente valutate da regolatori. In caso di problemi, i ricercatori dovrebbero fare reclamo alle entità regolatorie competenti;
  • i ricercatori dovrebbero partecipare attivamente alla battaglia pubblica contro la disinformazione e la scienceploitation [3] (ovvero quando si cerca di far passare per vere delle ideologie non comprovate usando termini scientifici) e creare contenuti semplici e facilmente diffusibili riguardo la diffusione della disinformazione. Citando Claire Wardle dell’università di Oxford, “il modo migliore di combattere la disinformazione è riempire la rete di informazioni accurate, che siano facili da capire, interessanti, e facili da diffondere con i dispositivi mobili personali.”

[1]: infodemia (“infodemic”): esplosione di disinformazione.

[2]: Canale di informazione dell’OMS per le epidemie.

[3]: scienceploitation: uso del linguaggio scientifico per diffondere tesi non comprovate.

Bibliografia:

Timothy Caulfield. Pseudoscience and COVID-19 — we’ve had enough already, Nature, 27 April 2020

John Zaracostas. How to fight an infodemic. Lancet.

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Siamo un gruppo di medici, biologi, e ricercatori. Scriviamo in associazione con AIRIcerca in capacità privata (non rappresentiamo le rispettive istituzioni!) nel tentativo di aiutare i medici italiani che stanno affrontando l’epidemia Covid19. Controlliamo costantemente la letteratura scientifica e forniamo brevi riassunti in italiano peer-reviewed (troverete per ogni riassunto il nome di chi lo ha scritto e chi lo ha revisionato). Per agevolare la ricerca delle informazioni, assegnamo delle parole-chiave ad ogni riassunto. Speriamo in questo modo di fornire una versione concisa e in italiano di quanto di nuovo ha da offrire la letteratura scientifica sull’epidemia.

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