Covid-19 – Un invito a ragionare

Riassunto e traduzione dell’articolo: Ivry Zagury-Orly, Richard M. Schwartzstein. Covid-19 – A Remind to Reason, NEJM.

Riassunto e traduzione a cura di: Dimitrios Spiliotopoulos; Revisionato: Maria Clara Liuzzi

Articolo Originale Pubblicato il 28 aprile 2020

“Scegli una metodologia e provala. Se fallisce, ammettilo francamente e provane un’altra. Ma assolutamente, prova qualcosa.” (Franklin D. Roosevelt) ma “prima di tutto, non causare danno” (Giuramento di Ippocrate). Un’esortazione a ragionare, invece di reagire emotivamente, per garantire un’efficace gestione terapeutica della pandemia da Covid-19 e della sua crisi bio-psico-sociale.

Durante una pandemia, i medici si possono sentire spinti a dover per forza fare qualcosa e provare ansia relativa all’incertezza. In questi periodi può risultare difficile praticare la medicina basata sull’evidenza, interpretare report scientifici in maniera analitica a fronte di una grande mole di informazioni, e applicare i principi dell’equidistanza clinica, specialmente quando si fa riferimento a trattamenti che possono causare dei danni nel paziente.

Le decisioni rischiano di essere prese su basi prevalentemente soggettive ed emotive, tendendo a far maggior affidamento all’aneddotica (specialmente per esperienze personali) basati su singoli rapporti, o su opinioni personali di medici.

Potenziali fattori di questa propensione alle decisioni emotive includono:

–             “availability bias” (“pregiudizio da disponibilità”) [1]: un’informazione acquisita di recente potrebbe diventare erroneamente la preferita semplicemente per la sua facilità di essere ricordata

–             “anchoring” (“ancoraggio”, una sorta di scorciatoia) [2]: finalizzare il processo di decisione prima ancora di aver analizzato altre alternative plausibili

–             “confirmation bias” (“pregiudizio da conferma”): informazioni che rafforzano le nostre conoscenze pregresse vengono privilegiate rispetto ad informazioni che le contraddicono.

Gli autori riportano di resistere sulla base dell’applicazione del metodo scientifico dal riportare prematuramente aneddoti di successo riguardo il trial clinico controllato randomizzato a doppio cieco sul remdesivir, un antivirale che è anche inibitore dell’interleuchina-6. 

Altri trattamenti correnti quali clorochina, idrossiclorochina, azitromicina, lopinavir-ritonavir, e inibitori dell’interleuchina-6 sono al di fuori della categoria di terapie approvate. C’è ancora poca evidenza scientifica (soltanto estrapolazioni da studi in vitro che riportano le loro attività antivirali ed antiinfiammatorie) che supporti il loro uso, mentre i loro potenziali effetti collaterali sembrano venir trascurati [3]. Inoltre, questi tipi di trattamenti non offrono uno sviluppo nella scoperta scientifica, né ci rendono più abili nel combattere future ricorrenze di coronavirus.

C’è anche bisogno di studi scientifici che determinino l’efficacia dei dispositivi di protezione individuale (DPI). I medici sono stati infettati con SARS-CoV-2, ma gli indici di infezione non sembrano differire significativamente tra il personale sanitario che lavora nelle unità contenenti pazienti positivi al Covid-19 e personale che lavora in unità senza pazienti positivi.

Dovremmo esortare studi che soddisfano gli standard dell’evidenza statistica sufficiente da convincere qualsiasi “medico con una mente aperta, ed informato sui risultati” sulla superiorità di una terapia rispetto ad un’altra [1]: al contrario, l’essere impazienti nel trovare delle terapie efficaci può portare a degli studi scientifici imperfetti, come ad esempio hanno dimostrato i report riguardo la diffusione del SARS-CoV nel 2003 [4].

Bibliografia:

[1]: Freedman B. Equipoise and the ethics of clinical research. N Engl J Med 1987

[2]: Tversky A, Kahneman D. Judgment under uncertainty: heuristics and biases. Science 1974

[3]: Kalil AC. Treating COVID-19 — off-label drug use, compassionate use, and randomized clinical trials during pandemics. JAMA 2020

[4]: Stockman LJ, Bellamy R, Garner P. SARS: systematic review of treatment effects. PLoS Med 2006

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AIRI CLIP
Siamo un gruppo di medici, biologi, e ricercatori. Scriviamo in associazione con AIRIcerca in capacità privata (non rappresentiamo le rispettive istituzioni!) nel tentativo di aiutare i medici italiani che stanno affrontando l’epidemia Covid19. Controlliamo costantemente la letteratura scientifica e forniamo brevi riassunti in italiano peer-reviewed (troverete per ogni riassunto il nome di chi lo ha scritto e chi lo ha revisionato). Per agevolare la ricerca delle informazioni, assegnamo delle parole-chiave ad ogni riassunto. Speriamo in questo modo di fornire una versione concisa e in italiano di quanto di nuovo ha da offrire la letteratura scientifica sull’epidemia.

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