MINIREVIEW: Screening Per Biologici Ai Tempi Di Covid-19

Analisi della Letteratura a cura di: Marianna Coppola e Gabriella Assante; Revisione: Giulia Peserico

Nel corso della pandemia di COVID-19, si suggerisce ai pazienti di malattie infiammatorie croniche intestinali di seguire le guidelines nazionali,di posporre l’inizio di terapie immunosuppressive dove possible, e di effettuare uno screening.

L’OMS ha definito pandemia l’infezione da COVID19. Il nuovo virus risulta avere maggiori probabilità di causare una forte polmonite nei soggetti più anziani, in quelli con comorbidità sottostanti e di genere maschile. Come da casistica cinese già segnalata, l’infezione da SARS-CoV 2 sembra colpire anche il sistema digestivo con la presenza di sintomi gastrointestinali come nausea, vomito, diarrea e dolori addominali. Ciò potrebbe comportare un impatto rilevante nella funzione intestinale e potrebbe aumentare il rischio di una trasmissione per via oro-fecale. A tal proposito, in oltre il 20% dei pazienti COVID19+, il test per l’RNA virale nelle feci è risultato positivo dopo essere invece risultato negativo nel tratto respiratorio. Per salvaguardare i pazienti affetti da IBD si è riorganizzato il follow-up della malattia, prediligendo ove clinicamente possibile la telemedicina, la continuazione della terapia domiciliare e mantenendo l’ingresso ai centri infusionali previe norme di contingentamento e igienico-sanitarie.

Gli studi attuali non supportano la sospensione dei farmaci già in atto, ma  la Task Force COVID-19 della European Crohn’s and Colitis Organization suggerisce ove possibile di posticipare l’inizio di terapia con farmaci immunosoppressori e/o biologici. Tuttavia, per i pazienti con sostanziale attività clinica, ritardare l’inizio del trattamento potrebbe non essere sempre possibile.

Uno screening virale (*) è la migliore pratica da applicare prima di iniziare i farmaci biologici a causa dell’elevato rischio già dimostrato in parecchi studi di infezione opportunistiche serie nei pazienti con IBD trattati con immunosoppressori e soprattutto con età superiore ai 50 anni.

Sebbene non vi siano dati che dimostrano un’associazione tra terapia immunosoppressive/immunomodulanti e peggiore outcome dell’infezione da SARS-CoV 2, l’inizio della terapia biologica potrebbe provocare un peggioramento della sintomatologia in pazienti che magari avrebbero potuto avere un decorso asintomatico della malattia. Inoltre l’inibizione dell’immunità antivirale da parte dell’ampia immunosoppressione potrebbe ritardare la clearance del virus e perpetuare i sintomi e la malattia stessa. Un aumento dell’Ab sierico contro NP (proteina nucleare) così come contro RBD della proteina spike di SarsCov-2, sono stati dimostrati nella maggior parte dei pazienti a 10 giorni dopo la manifestazione dei sintomi con una forte correlazione tra risposta anticorpale e titolo anticorpale neutralizzante. Pertanto, il rilevamento sierico di anticorpi IgG e IgM potrebbe essere usato sia come informazione sul nesso temporale dell’esposizione al virus, sia come evidenza diagnostica

In conclusione, si consiglia di integrare, nello screening virale raccomandato prima di iniziare terapia biologica, la RT-PCR di COVID-19 e quando possibile anche la sua sierologia.

(*) In particolare, lo screening dovrebbe includere la sierologia per HCV, HBV, HIV, VZV (in pazienti senza una chiara storia di precedenti infezioni o vaccinazioni) e screening della tubercolosi, associato ad una valutazione del rischio clinico, RX torace e Quantiferon.

Conclusione

Lo screening di COVId19 Rt-PCR e il profilo anticorpale sono raccomandati prima di iniziare il trattamento biologico nei pazienti con IBD anche in assenza di sospetto di infezione.

Bibliografia:

Zingone F, Savarino EV. Viral screening before initiation of biologics in patients with inflammatory bowel disease during the COVID-19 outbreak. The Lancet Gastroenterology & Hepatology, March 25, 2020

Zingone F, Buda A, Savarino EV. Screening for active COVID-19 infection and immunization status prior to biologic therapy in IBD patients at the time of the pandemic outbreak. Digestive and Liver Disease, April 10, 2020

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