Anticorpi in neonati nati da madri con polmonite da COVID-19

Riassunto e traduzione dell’articolo: H Zeng, C Xu, i Fan, Y Tang, Q Deng, W Zhang, MD, X Long, Antibodies in infants born to mothers with COVID-19 pneumonia, JAMA

Riassunto e traduzione a cura di: Francesca Bardi; Revisionato: Anna Bertolini

Articolo Originale Pubblicato il 26 Marzo 2020

Tra le 6 madri con polmonite da COVID-19, il virus SARS-CoV-2 non è stato rilevato nel siero o nel tampone orofaringeo di nessuno dei loro neonati. Tuttavia, sono stati rilevati anticorpi specifici per il virus SARS-CoV-2 nel siero neonatale. Sono state riportate concentrazioni di IgG elevate in 5 dei 6 neonati.

Introduzione

Un recente studio su 9 donne con COVID-19 in gravidanza e i loro neonati non ha trovato alcuna evidenza di trasmissione materno-fetale di SARS-CoV-2 confermata tramite RT-PCR del tampone nasofaringeo dei neonati. Recentemente, sono stati sviluppati i test sierologici per la ricerca degli anticorpi IgG e IgM per SARS-CoV-2. In questo studio i test sierologici sono stati applicati a 6 donne in gravidanza con polmonite da COVID-19 e ai loro neonati.

Metodi

Le cartelle cliniche e i risultati di laboratorio sono stati rivisti retrospettivamente per 6 donne in gravidanza con polmonite da COVID-19 confermata, ricoverate all’ospedale Zhongnan dell’Università di Wuhan dal 16 febbraio al 6 marzo 2020. I campioni di sangue materno sono stati raccolti al momento del parto mentre i campioni di sangue ed i tamponi orofaringei neonatali sono stati raccolti alla nascita. La RT-PCR quantitativa per acido nucleico SARS-CoV-2 è stata condotta sul siero e il tampone orofaringeo neonatale. I campioni di sieri materni e neonatali sono stati utilizzati per testare gli anticorpi IgG e IgM.

Risultati

Tutte e 6 le madri presentavano lievi manifestazioni cliniche e avevano partorito tramite taglio cesareo nel terzo trimestre della gravidanza. I neonati sono stati isolati dalle loro madri immediatamente dopo il parto. Tutti e 6 avevano buoni indici di Apgar a 1 minuto (≥8) e 5 minuti (≥9) di vita. I tamponi orofaringei e i campioni di sangue neonatali erano tutti negativi per acido nucleico virale SARS-CoV-2. Tuttavia, sono stati trovati anticorpi per SARS-CoV-2 nel siero di tutti e 6 i neonati. Due neonati avevano concentrazioni di IgG e IgM superiori al livello normale (<10 UA / mL): un neonato aveva 125,5 UA/mL IgG e 39,6 UA/mL IgM; il secondo neonato aveva 113,91 UA/mL IgG e 16,25 UA/mL IgM. Anche le loro madri avevano livelli elevati di IgG e IgM. Tre neonati presentavano livelli elevati di IgG, ma livelli normali di IgM; tutte e 3 le madri avevano IgG elevate e 2 avevano anche livelli elevati di IgM. La citochina infiammatoria IL-6 è risultata significativamente aumentata in tutti i neonati. Nessuno dei neonati presentava sintomi.

Discussione

Tra le 6 madri con confermato COVID-19, SARS-CoV-19 non è stato rilevato nel siero o nel tampone orofaringeo mediante RT-PCR in nessuno dei loro neonati. Tuttavia, sono stati rilevati anticorpi specifici per virus nel siero neonatale in tutti i neonati. Le concentrazioni di IgG erano elevate in 5 bambini su 6. Le IgG vengono trasferite passivamente attraverso la placenta dalla madre al feto a partire dalla fine del secondo trimestre e raggiungono livelli elevati al momento della nascita. Tuttavia, l’IgM, che è stata rilevata in 2 bambini, di solito non viene trasferita dalla madre al feto a causa della sua più grande struttura macromolecolare. In uno studio su madri con SARS, le placente di 2 donne che erano in convalescenza da infezione da SARS-CoV nel terzo trimestre di gravidanza presentavano peso anomalo e patologie della placenta. In questo studio non sono state eseguite analisi patologiche della placenta.

Limiti dello studio: basso numero di inclusioni, mancanza di campioni di sangue cordonale, liquido amniotico e latte materno e informazioni incomplete sul follow-up dei neonati.

About the Author

Federico Forneris
Appassionato di web e grafica, Federico Forneris è un biologo strutturale. Laureato in chimica (Torino), durante il dottorato a Pavia in biologia applicata e biochimica ha scoperto un meccanismo enzimatico coinvolto nella regolazione epigenetica e nello sviluppo di varie patologie oncologiche. Per il post-doc, si è trasferito a Utrecht (Olanda), dove ha contribuito alla determinazione dei meccanismi molecolari di funzionamento del complemento (parte del sistema immunitario). Premiato con il Career Development Award della Armenise-Harvard Foundation (grant da un milione di dollari per svolgere ricerca di base in Italia) e con il finanziamento “Rita Levi Montalcini”, da gennaio 2014 dirige un gruppo di ricerca presso l’Università di Pavia e dal 2017 è professore associato di biologia molecolare. E' socio fondatore e membro del consiglio direttivo di AIRIcerca e caporedattore di AIRInforma.

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