Capire e raggiungere le fonti di ansia tra gli operatori sanitari durante la pandemia di COVID-19

Riassunto e Traduzione dell’articolo: Tait Shanafelt, Jonathan Ripp, Mickey Trockel. Understanding and Addressing Sources of Anxiety Among Health Care Professionals During the COVID-19 Pandemic, JAMA.

Riassunto e Traduzione a cura di: Chiara Montemitro; Revisionato: Giulia Simonetti

Articolo Originale Pubblicato il 7 Aprile 2020

La pandemia di COVID-19 ha cambiato drasticamente le vite di tutti. Gli operatori sanitari si trovano a fronteggiare situazioni molto difficili e possono sperimentare alti livelli di ansia, dato il rischio e l’incertezza a cui le condizioni lavorative li sottopongono quotidianamente. Le organizzazioni sanitarie dovrebbero quindi sviluppare strategie specifiche  per poter ascoltare e includere il personale sanitario nei processi decisionali. Inoltre dovrebbero provvedere a fornire dispositivi di protezione, test, percorsi formativi, informazioni e supporto per le necessità fisiche e psicologiche del personale coinvolto nella cura dei pazienti COVID-19. Inoltre, i responsabili dovrebbero onorare i propri lavoratori e ringraziarli del lavoro svolto, aiutandoli a superare lo stress emotivo e la paura dovute alle condizioni di lavoro estremamente difficili.

La pandemia di COVID-19 ha cambiato drasticamente le vite di tutti. I sistemi sanitari sono al limite del collasso a causa della carenza  di letti in terapia intensiva e di dispositivi di protezione e altri materiali. È necessario mantenere un adeguato numero di professionisti sanitari e di garantire loro adeguate condizioni di lavoro, affinché mantengano la capacità di prestare cure a un grande volume di pazienti per un periodo di tempo molto lungo. Gli operatori sanitari stanno fronteggiando una sfida impegnativa, dato il grande rischio di esposizione, il carico di lavoro e le problematiche etico-morali legate al coronavirus. Lo studio riportato riassume le vulnerabilità degli operatori sanitari e fornisce alcune considerazioni per migliorarne il supporto.

  1. Fonti di ansia tra il personale sanitario.

Durante la prima settimana dell’epidemia, attraverso 8 sessioni d’ascolto (o gruppi di discussione) formate da medici, infermieri e altri operatori (per un totale di 69 professionisti coinvolti), sono state riassunte otto principali fonti di ansia tra gli operatori stessi: la mancanza di dispositivi di protezione; la possibilità di infettare la propria famiglia; la paura del contagio in ambiente lavorativo e la carenza di test diagnostici; la disponibilità di cure per loro stessi e per la famiglia, nonché i servizi necessari al sostentamento e agli spostamenti; la necessità di servizi per la cura dei bambini durante le ore di lavoro; la reale possibilità di fornire cure mediche adeguate, soprattutto in caso di dislocamento e le difficoltà di aggiornamento dal punto di vista medico e scientifico. Le otto preoccupazioni degli operatori possono essere tradotte in cinque richieste nei confronti delle organizzazioni sanitarie da cui dipendono: ascoltami, proteggimi, preparami, supportami e prenditi cura di me. Al fine di rispondere a queste richieste, le organizzazioni sanitarie dovrebbero sviluppare adeguati canali di comunicazione attraverso i quali gli operatori possano essere ascoltati e coinvolti nei processi decisionali. Dovrebbero fornire dispositivi di protezione, test, informazioni e programmi di training, ma soprattutto supporto logistico, medico e psicologico.

  1. Messaggi ed azioni necessarie da parte dei leaders.

Manager, caposala, primari, capi di dipartimento e divisionali dovrebbero considerare nuove strategie per essere presenti e connessi alle loro squadre, nonostante le misure di social-distancing. Data la tendenza del personale sanitario a fare affidamento solo su loro stessi e a non chiedere aiuto, i dirigenti dovrebbero sapere come indagare le loro necessità e adoperarsi per affrontarle. Dovrebbero visitare di persona ospedali e reparti, prendendosi cura delle proprie squadre e permettendo loro di non sentirsi soli, soprattutto quando si trovano a dover prendere scelte difficili. Inoltre, le istituzioni dovrebbero onorare e ringraziare i propri lavoratori, aiutandoli a fronteggiare lo stress emotivo e la paura che deriva dal provvedere alla cura dei pazienti in circostanze così straordinariamente difficili ogni giorno.

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Siamo un gruppo di medici, biologi, e ricercatori. Scriviamo in associazione con AIRIcerca in capacità privata (non rappresentiamo le rispettive istituzioni!) nel tentativo di aiutare i medici italiani che stanno affrontando l’epidemia Covid19. Controlliamo costantemente la letteratura scientifica e forniamo brevi riassunti in italiano peer-reviewed (troverete per ogni riassunto il nome di chi lo ha scritto e chi lo ha revisionato). Per agevolare la ricerca delle informazioni, assegnamo delle parole-chiave ad ogni riassunto. Speriamo in questo modo di fornire una versione concisa e in italiano di quanto di nuovo ha da offrire la letteratura scientifica sull’epidemia.

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