Valutazione della gravità clinica di COVID-19 estrapolata dalle dinamiche di trasmissione a Wuhan, China

Riassunto e traduzione dell’articolo: Joseph T. Wu, Kathy Leung, Mary Bushman, Nishant Kishore, Rene Niehus, Pablo M. de Salazar, Benjamin J. Cowling, Marc Lipsitch and Gabriel M. Leung, Estimating clinical severity of COVID-19 from the transmission dynamics in Wuhan, China, Nature Medicine

Riassunto a cura di: Paolo Colombo; Revisionato e tradotto da: Francesco Trapani

Articolo Originale Pubblicato il 19 Marzo 2020

Il tasso di letalità in casi sintomatici (Symptomatic Case Fatality Risk, o sCFR) è la proporzione di morti rispetto al numero totale di pazienti sintomatici. In questo lavoro gli autoristimano che il sCFR complessivo per il COVID-19 a Wuhan sia del 1.4% (0.9-2.1%). Questo valore è significativamente più basso rispetto al corrispettivo tasso di letalità rispetto ai soli casi confermati.Lo studio mostra anche che i tassi di letalità e la probabilità di contrarre un’infezione sintomatica sono correlati in modo significativo all’età anagrafica.

In questo lavoro gli autori hanno utilizzato un modello matematico, integrato con i dati reali di Wuhan, per valutare la gravità clinica del COVID-19. Poiché il sistema sanitario di Wuhan ha subito una forte saturazione, i dati certificati di questa regione sono poco affidabili (è probabile che solo i casi più gravi siano stati certificati). Di conseguenza, è stata utilizzata la prevalenza di infezione nei viaggiatori da/per Wuhan per stimare la prevalenza di infezione effettiva della regione. La crescita epidemica invece è stata stimata basandosi sui primi 425 casi accertati  (assumendo che la saturazione degli ospedali non fosse stata ancora raggiunta). La probabilità di sviluppare sintomi a seguito dell’infezione (Psym) è stata fissata ad un valore di riferimento di 0.5.

I seguenti indici epidemiologici sono stati quindi ottenuti:

Tassi di letalità in casi sintomatici (sCFR):

  • sCFR complessivo =  1.4% (0.9%, 2.1%).
  • sCFR (età inferiore ai 30 anni) = 0.3% (0.1–0.7%).
  • sCFR (età compresa tra 30 e 59 anni) = 0.5% (0.3–0.8%).
  • sCFR (età superiore ai 59 anni) = 2.6% (1.7–3.9%).

I risultati suggeriscono che individui di età superiore ai 59 anni hanno un tasso di letalità 5 volte superiore a individui di età compresa tra i 30 e i 59 anni.

Suscettibilità alle infezioni sintomatiche (SSI):

Come per i tassi di letalità, anche questo indice cresce in modo significativo con l’aumentare dell’età anagrafica. In particolare:

  • La SSI per individui di 50-59 anni di età è doppia rispetto a individui di 30-39 anni.
  • La SSI per individui di 60-79 anni di età è tripla rispetto a individui di 30-39 anni.

Queste stime dimostrano una forte correlazione tra età e infezione sintomatica e tasso di letalità. Questo trend è confermato anche per diversi valori di Psym (0.5, 0.75, 0.95).

Gli altri parametri epidemiologici stimati sono:

  • R0 (numero di riproduzione di base) = 1.94 (1.83–2.06).
  • Periodo medio tra l’insorgenza della patologia e la morte = 20 (17–24) giorni.
  • Il tempo di raddoppio (periodo entro cui cui raddoppia l’incidenza giornaliera) = 5.2 (4.6-6.1) giorni.
  • Riduzione del contagio (dovuto a interventi di sanità pubblica) = 48% (24–71%).

I risultati sono stati confrontati con i tassi di letalità di altre pandemie. In particolare, la SARS provoca una infezione moderata/seria che richiede ospedalizzazione. I tassi di letalità rispetto a casi effettivi, sintomatici e ospedalizzati sono quindi essenzialmente uguali. Al contrario, per il COVID-19 il tasso di letalità nei sintomatici è minore rispetto a quello negli ospedalizzati, poiché i casi più lievi non richiedono ospedalizzazione, e poiché il sistema sanitario di Wuhan è stato saturato.

I tassi di letalità per la sars sono di 9.6% (dato mondiale) e del 6.4% (Cina Continentale), significativamente più bassi del sCFR stimato per il COVID-19 a Wuhan (1.4%).

Ciò nonostante, data la sua trasmissione presintomatica, e la sua attuale espansione in numerosi paesi, è probabile che il COVID-19 provochi un numero maggiore di infezioni.

In generale, questo studio suggerisce che la trasmissione del COVID-19 è difficile da controllare.

Le misure di contenimento dovrebbero quindi essere volte allo scopo di ‘appiattire’ la curva epidemica, così da evitare la saturazione dei sistemi sanitari, e guadagnare tempo per lo sviluppo di percorsi terapeutici migliori.

About the Author

Federico Forneris
Appassionato di web e grafica, Federico Forneris è un biologo strutturale. Laureato in chimica (Torino), durante il dottorato a Pavia in biologia applicata e biochimica ha scoperto un meccanismo enzimatico coinvolto nella regolazione epigenetica e nello sviluppo di varie patologie oncologiche. Per il post-doc, si è trasferito a Utrecht (Olanda), dove ha contribuito alla determinazione dei meccanismi molecolari di funzionamento del complemento (parte del sistema immunitario). Premiato con il Career Development Award della Armenise-Harvard Foundation (grant da un milione di dollari per svolgere ricerca di base in Italia) e con il finanziamento “Rita Levi Montalcini”, da gennaio 2014 dirige un gruppo di ricerca presso l’Università di Pavia e dal 2017 è professore associato di biologia molecolare. E' socio fondatore e membro del consiglio direttivo di AIRIcerca e caporedattore di AIRInforma.

Be the first to comment on "Valutazione della gravità clinica di COVID-19 estrapolata dalle dinamiche di trasmissione a Wuhan, China"

Leave a comment

Your email address will not be published.