Disturbi Dell’olfatto E Del Gusto In Pazienti Con Sars-Cov-2: Studio Cross-Section

Riassunto e traduzione dell’articolo: A. Giacomelli, L. Pezzati, F. Conti et al. Self reported olfactory and taste disorders in SARS-CoV-2 patients: a cross-sectional study. Clinical Infectious Diseases

Riassunto e traduzione a cura di: Alda Rocca. Revisionato: Edda Cava

Articolo Originale Pubblicato il 26 Marzo 2020

In questa lettera all’editore si affronta il tema dei sintomi minori associati all’infezione da SARS-CoV-2, in particolare i disturbi del gusto e dell’olfatto. Tali sintomi sono frequenti e possono precedere l’apparizione della malattia conclamata.

Questa lettera fa riferimento all’articolo di Wang et al [1] riguardo agli aspetti clinici di 69 pazienti con infezione da SARS-CoV-2 a Wuhan, Cina.

Gli autori forniscono una descrizione dettagliata di principali segni e sintomi della malattia [2,3], ma non affrontano il tema dei sintomi minori che possono essere presenti nelle fasi iniziali dell’infezione.

Dopo che alcuni pazienti ammessi nel reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale Sacco di Milano hanno lamentato disturbi dell’olfatto e del gusto, abbiamo realizzato uno studio cross-section sulla prevalenza di questi disturbi nei pazienti affetti da SARS-CoV-2.

In data 19 Marzo 2020, abbiamo sottoposto a tutti i pazienti ricoverati per tale patologia e capaci di dare il proprio consenso, un questionario orale contenente domande sulla presenza di tali sintomi, le loro caratteristiche e il momento di insorgenza rispetto al ricovero.

Su 88 pazienti ricoverati, 59 sono stati intervistati (29 non erano capaci di rispondere: 4 per demenza, 2 per barriera linguistica e 23 in ventilazione non invasiva).

Tra di loro, 20 (33.9%) hanno riferito almeno un problema di gusto o olfatto e 11 (18.6%) entrambi i sintomi. 12 pazienti (20.3%) presentavano i disturbi prima del ricovero, mentre in 8 casi (13.5%) i sintomi sono apparsi in ospedale.  Prima del ricovero, le alterazioni del gusto erano più frequenti (91%), mentre dopo il ricovero i disturbi del gusto e dell’olfatto sono apparsi con eguale frequenza. 

Le donne hanno riferito tali sintomi in percentuale maggiore degli uomini [10/19 (52.6%) contro 10/40 (25%), p= 0.036]. Inoltre, i pazienti con almeno uno di questi sintomi erano più giovani di quelli che non li presentavano (mediana 56 anni contro 66, range interquartile 47-60 contro 52-77, p=0.035). Tutti i pazienti presentavano ancora i sintomi al momento dell’intervista.

E’ noto che i disturbi del gusto e dell’olfatto sono correlati a diverse infezioni virali [4,5]. Inoltre è stato dimostrato in modelli murini che il SARS-CoV puo’ penetrare nei neuroni attraverso il bulbo olfattorio [6]. Inoltre il recettore ACE2, usato da SARS-CoV-2 per penetrare nelle cellule, è largamente espresso nelle cellule epiteliali della mucosa orale [7].

Queste evidenze potrebbero spiegare il meccanismo patogenetico alla base della perdita del gusto e dell’olfatto in pazienti con SARS-CoV-2.

A causa dello stato di emergenza, à stato impossibile realizzare un questionario più strutturato associato a test già validati (per esempio il Pennsylvania smell identification test) [8].

Ciononostante, il nostro studio dimostra come questi sintomi siano frequenti in pazienti con SARS-CoV-2 e come spesso possano precedere l’apparizione della malattia conclamata.

In un contesto di pandemia, sarebbe interessante effettuare ricerche su pazienti infetti non ricoverati per capire se questi sintomi, sebbene aspecifici, possano essere utilizzati come screening clinico per decidere quali pazienti pauci-sintomatici andrebbero testati.

Il presente studio è stato condotto tramite intervista orale di pazienti infetti ricoverati all’Ospedale Sacco di Milano.

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