Problema di stabilitá del test di RT‐PCR per SARS‐CoV‐2 in pazienti ospedalizzati a cui é stato clinicamente diagnosticato il COVID‐19

Riassunto e traduzione dell’articolo: Yafang Li, Lin Yao, Jiawei Li, Lei Chen, Yiyan Song, Zhifang Cai, Chunhua Yang, Stability Issues of RT‐PCR Testing of SARS‐CoV‐2 for Hospitalized Patients Clinically Diagnosed with COVID‐19, Journal of Medical Virology

Riassunto e traduzione a cura di: Laura Martin; Revisionato: Bernadette Basilico

Articolo Originale Pubblicato il 26 Marzo 2020

In questo studio gli autori mettono in evidenza le limitazioni del test di RT-PCR largamente usato per identificare il SARS-CoV-2. I potenziali falsi negativi ottenuti con questo test ci spingono verso la necessita` di utilizzare anche altri test per rilevare ulteriori biomarkers indice di infezione.

Background: Il test di RT-PCR é largamente usato per l’identificazione di SARS-CoV-2. Al momento, il governo cinese si affida all’esito del test nel decidere per l’isolamento, la dimissione o il trasferimento dei pazienti affetti da COVID-19. I pazienti vengono dimessi dopo 2 risultati negativi consecutivi.

Tuttavia, sono stati riportati casi di:

  • pazienti che inizialmente avevano avuto esito negativo (o solo debolmente positivo);
  • pazienti in cura il cui esito é tornado positivo dopo 2 precedenti esiti negativi.

Scopo : Descrivere i problemi di stabilitá del test di RT-PCR per il SARS-CoV2

Metodi : I dati del test di RT-PCR su tampone faringeo sono stati raccolti, tra il 2 febbraio e il 17 febbraio 2020 a Wuhan, da 610 pazienti ospedalizzati la cui TC toracica indicava polmonite virale.

I pazienti con esito di RT-PCR inizialmente negativo, dubbio positivo o debolmente positivo sono stati ri-testati dopo uno o due giorni.  I pazienti con esito di RT-PCR inizialmente positivo sono stati ri-testati dopo che le manifestazioni cliniche del paziente erano migliorate.

Risultati : L’analisi dei risultati di RT-PCR ha portato alle seguenti scoperte:

  • dei 384 pazienti che erano risultati negativi nel primo test, circa il 73% e` risultato positivo o debolmente positivo nel secondo test;
  • dopo vari test, 7 pazienti sono stati confermati positivi, anche se sia il primo che il secondo test erano risultati non-positivi;
  • in 17 casi confermati, l’esito di RT-PCR é tornato positivo diversi giorni dopo il trattamento, nonostante i sintomi del paziente fossero migliorati. Tra questi, 1 paziente e` tornato positivo anche dopo due test consecutivi con esito negativo.

Discussione : In questo studio, gli autori hanno riscontrato un alto tasso di falsi negativi nel test di RT-PCR per SARS-CoV-2. Dunque, per aumentare il tasso di sopravvivenza dei pazienti con sintomi gravi, il loro trasferimento a un’unitá di terapia intensiva (TI) o a un ospedale dotato di sufficienti dispositivi di pronto soccorso deve essere preso in considerazione anche se i risultati di RT-PCR sono negativi.

Inoltre, questo studio ha dimostrato che i risultati di RT-PCR possono avere un andamento fluttuante. Quindi, per ridurre il numero di nuovi casi, é raccomandabile che:

  • ci si attenga strettamente al criterio di dimissione dall’ospedale
  • i pazienti rimangano in isolamento per diversi giorni dopo essere stati dimessi

Conclusioni : Data la sua variabilitá e potenziale instabilitá, il test di RT-PCR test non deve essere considerato come unico indicatore per la diagnosi, trattamento, isolamento, ripresa/dimissione e trasferimento dei pazienti COVID-19 ospedalizzati, ma deve essere utilizzato assieme ad altri indicatori clinici, come ad esempio la TC del torace.

Questi risultati suggeriscono il bisogno urgente di stabilire procedure operative standard (SOP).

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Siamo un gruppo di medici, biologi, e ricercatori. Scriviamo in associazione con AIRIcerca in capacità privata (non rappresentiamo le rispettive istituzioni!) nel tentativo di aiutare i medici italiani che stanno affrontando l’epidemia Covid19. Controlliamo costantemente la letteratura scientifica e forniamo brevi riassunti in italiano peer-reviewed (troverete per ogni riassunto il nome di chi lo ha scritto e chi lo ha revisionato). Per agevolare la ricerca delle informazioni, assegnamo delle parole-chiave ad ogni riassunto. Speriamo in questo modo di fornire una versione concisa e in italiano di quanto di nuovo ha da offrire la letteratura scientifica sull’epidemia.

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