Trasmissione perinatale di COVID19 associata a SARS-CoV-2: Ci dovremmo preoccupare?

Riassunto e traduzione dell’articolo: Cuifang Fa , Di Lei, Congcong Fang2# , Chunyan Li1 , Ming Wang 3, Yuling Liu1 , Yan Bao1 , Yanmei Sun1, Jinfa Huang 1, Yuping Guo1 , Ying Yu 1, Suqing Wang4, Perinatal Transmission of COVID-19 Associated SARS-CoV-2: Should We Worry?, Clin Infect Dis.

Riassunto e Traduzione a cura di: Gabriella Assante  Revisionato da: Caroline Benski

Articolo Originale Pubblicato il 17 marzo 2020

Descrizione di due casi di infezione da COVID19 durante il terzo trimestre di gravidanza. Outcome materno e neonatali buoni. Questo studio mette in evidenza il basso rischio di infezione intrauterina mediante trasmissione verticale SARS-CoV-2.

Le precedenti epidemie hanno mostrato che  la famiglia di virus di cui fa parte SARS-CoV-2 comportano un rischio maggiore per le donne in gravidanza rispetto a quelle non in gravidanza,  a causa di un aumento del consumo di ossigeno, di un decremento della capacità funzionale residua, e delle alterazioni del sistema immunitario.

Si descrivono in questo studio due casi di donne medico gravide al terzo trimestre.

CASO 1

Una donna di 34 anni alla 37esima settimana di gestazione e senza significative condizioni mediche:

  • 10 Gennaio: esposizione ad una persona risultata successivamente positiva al Coronavirus
  • 17 gennaio: forte congestione nasale con  febbre (37. 3 ° C-37,5 ° C). Cura a base di Lianhua qingwen e Cefaclor.
  • 23 Gennaio: eruzione cutanea resistente a diverse terapie e espansa su tutto il corpo.
  • 24 gennaio: virus identificato sul tampone rinofaringeo, confermato da un secondo campione.
  • 26 gennaio: ricoverata in ospedale.TC del torace e risultati di laboratorio nella norma. Terapia con Azitromicina , Oseltamivir e Lianhua qingwen.
  • 29 Gennaio: TC ripetuta per febbre persistente, mostrando un consolidamento irregolare in entrambi i polmoni. 2 dosi di metilprednisolone per la polmonite.
  • 31 gennaio: parto cesareo, neonato senza problemi.  Il bambino separato dalla madre immediatamente dopo la nascita senza contatto pelle a pelle. I test non hanno rilevato presenza di  SARS-CoV-2 in nessuno dei campioni: tampone rinofaringeo del neonato, siero materno, latte materno, tampone vaginale, cordone ombelicale e placenta. Trattamento con Cefotiam cloridrato, Ornidazolo e metilprednisolone per 3 giorni, dopodiche era risultata ancora positiva a SARS-CoV-2 ma con una carica virale più bassa.
  • 8 febbraio: conta totale dei globuli bianchi e dei linfociti era tornata ai livelli normali. CT mostrava  risoluzione degli infiltrati della zona inferiore destra. Dopo due campioni negativi (10 febbraio, 13 febbraio), tampone rinofaringeo nuovamente positivo il 17 febbraio, con un alto livello di anticorpi IgG (178 UA / ml).
  • Evoluzione neonato: Il bambino ha sviluppato febbre bassa e distensione addominale con linfopenia (16,87%) il giorno 3. La RX torace ha rivelato macchie diffuse in entrambi i campi polmonari senza consolidamento irregolare. Trattamento con  antibiotici e buona risposta. Il neonato è stato dimesso dall’ospedale l’8 febbraio.

CASO 2

Donna di 29 anni a 36 settimane di gestazione senza precedenti condizioni cliniche:

  • 23 gennaio: Febbre (37,6 ~ 38,5 ° C), congestione nasale e mal di gola . Lo stesso giorno è stata dimessa dall’ospedale per sanguinamento vaginale. USO di supposte di Diclofenac sodico.
  • 25 gennaio: ricoverata di nuovo per febbre persistente e rischio dovuto a suo marito  che aveva avuto contatti stretti con un paziente COVID-19. Tampone nasofaringeo positivo. Trattamento con Ceftazidime, Oseltamivir e Lianhua Qingwen.
  • 28 gennaio: CT con infiltrati multipli a chiazze sul lato sinistro del polmone. Aggiunto metilprednisolone (20 mg, IV al giorno).
  • 30 gennaio:  taglio cesareo per febbre persistente (38,5 ° C). SARS-CoV-2 non ritrovato in nessun campione biologico del concepimento e del neonato.
  • 19 febbraio: madre dimessa, TC toracica normalizzata e campioni rinofaringea negativi.
  • Evoluzione neonato:  lieve polmonite neonatale e linfopenia (10,5%), trattato con antibiotici che hanno portato a una buona risposta ematologica e clinica in due giorni.)

Il rischio di trasmissione verticale di SARS-CoV-2 é basso, poiché il virus non è stato trovato in nessuno dei campioni biologici dei concepimenti e neonati. Grazie alla risposta immunitaria è possibile che la madre produca anticorpi neutralizzanti sufficienti senza sviluppare condizioni gravi. Questi anticorpi passivi possono avere un effetto protettivo sui neonati durante l’allattamento.

L’allattamento al seno è sconsigliato anche se non sono stati rilevate positività SARS-CoV-2 in campioni di latte materno durante il follow-up. La trasmissione da persona a persona avviene per contatto con fluidi corporei infetti, l’esposizione non protetta alla madre COVID-19 può mettere i bambini a grande rischio di infezione perinatale.

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