Un vaccino contro la tubercolosi vecchio di 100 anni può rinforzare il sistema immunitario contro il nuovo coronavirus?

Riassunto e traduzione dell’articolo: Jop de Vrieze, Can a century-old TB vaccine steel the immune system against the new coronavirus? Science

Riassunto e traduzione a cura di: Andrea Spitaleri; Revisionato: Giulia Poggi

Articolo Originale Pubblicato il 23 Marzo 2020

In questo articolo l’autore discute la possibilità di usare il vaccino per la tubercolosi al fine di stimolare e addestrare le cellule del sistema immunitario innato a reagire contro altri patogeni. Questo “addestramento del sistema immunitario innato” potrebbe favorire una risposta immunitaria innata più rapida ed efficace anche contro SARS-CoV-2 e quindi fermare la diffusione di COVID-19.

La tubercolosi (TB) è una delle prime 10 cause di morte in tutto il mondo e la prima causa di morte per un singolo agente infettivo, il batterio Mycobacterium tuberculosis (MTB). Presente fin dall’antichità ma caratterizzato da Robert Koch solamente nel 1882, il batterio della TB sta ancora causando 1,5 milioni di morti all’anno. Gli antibiotici sono la prima cura nel combattere la TB e, a seconda del livello di resistenza, multidrug-resistant (MDR) and extensively drug-resistant (XDR), vengono somministrati da soli o combinati. COVID-19 è la pandemia di coronavirus 2019-20 attualmente in corso ed è causata da un patogeno della sindrome respiratoria grave acuta coronavirus 2 (SARS-CoV-2). Come la maggior parte delle infezioni aeree, Mycobacterium tuberculosis e SARS-CoV-2 condividono caratteristiche simili di infezione. In primo luogo, entrambi colpiscono tipicamente il polmone causando una grave polmonite mono o bilaterale con diagnosi di esito negativo. In secondo luogo sono entrambi altamente contagiosi; in particolare COVID-19 si diffonde facilmente nella popolazione anche per contributo di individui affetti, che non presentano sintomi (“asintomatici”). Anche la TB può rimanere “nascosta” (e asintomatica) nella popolazione mondiale, in particolare la tubercolosi latente (25% del mondo), ma in questa forma non è contagiosa. Entrambe le malattie sono dovute ad un salto di specie di un patogeno, nota come zoonosi, e rappresentano un grave problema per la salute pubblica, tanto da indurre l’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) a definirle entrambe emergenze sanitarie globali.

Sin dal primo episodio di COVID-19 a Wuhan, sono state proposte varie alternative per fermare prontamente la pandemia. Tra le varie soluzioni proposte si annoverano: (1) l’utilizzo di farmaci antivirali già in uso per altre patologie (es. AIDS), (2) la somministrazione di farmaci anti-malarici, (3) l’uso di anticorpi monoclonali che riconoscano le proteine del capside di SARS-CoV-2 e (4) l’utilizzo di vaccini efficaci contro altri patogeni. Attualmente, speranze sono riposte nel vecchio vaccino contro la TB, il bacillo Bacillus Calmette – Guérin (BCG). Il BCG è stato utilizzato per la prima volta negli anni ’20 e da allora è rimasto l’unico vaccino autorizzato contro la TB ed è ampiamente sfruttato nei paesi in via di sviluppo. Nei bambini, il vaccino BCG conferisce una protezione moderata (fino al 60%), soprattutto da forme gravi di tubercolosi infantili. Il vaccino BCG è già stato combinato a protocolli vaccinali per la difterite-tetano-pertosse (DTP) e per il morbillo e recentemente è stato utilizzato per prevenire l’infezione dovuta al virus della febbre gialla. Sembrerebbe che il vaccino BCG “addestri” il sistema immunitario a riconoscere i patogeni come “visitatori ricorrenti” e quindi ad aiutare a prevenire nuove infezioni o recidive. Da qui il concetto di “immunità addestrata”, che consiste nella capacità del BCG di conferire una sorta di memoria immunologica alle cellule del sistema immunitario innato. Studi clinici per determinare l’effetto del BCG su SARS-CoV-2 sono già in corso in diversi paesi, tra cui Olanda, Australia e Canada. Si preannunciano risultati promettenti che potrebbero aiutare medici ed infermieri con formidabile ben noto “vecchio strumento utile” per evitare le infezioni. Addestrare l’immunità innata, sfruttando gli effetti non specifici del BCG, potrebbe essere la via da seguire per opporsi al patogeno SARS-CoV-2.

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