La selezione positiva di un residuo di Serina in IRF3 e’ alla base di un’aumentata protezione antivirale in pipistrello

Riassunto e traduzione dell’articolo: Arinjay Banerjee, Xi Zhang, Alyssa Yip, Katharina S. Schulz, Aaron T. Irving, Dawn Bowdish, Brian Golding, Lin-Fa Wang and Karen Mossman;  Positive Selection of a Serine Residue in Bat IRF3 Confers Enhanced Antiviral Protection iScience

Riassunto a cura di: John Kim; Traduzione e Revisione: Federica La Russa

Articolo Originale Pubblicato il 1 Marzo 2020

I pipistrelli sono ospiti naturali per diversi virus che possono essere trasmessi all’uomo, incluso SARS-CoV2. Nonostante cio’, sono particolarmente resistenti alle infezioni causate da tali patogeni. Qui, Banarjiee et al. propongono che un residuo di Serina in IRF3 potrebbe contribuire a questa risposta antivirale assente nell’uomo.

I pipistrelli sono noti ospiti di diversi virus che possono essere trasmessi all’uomo. Questi includono Ebola, MERS e, piu recentemente, sono stati causa del COVID-19, un’infezione diventata pandemica. I pipistrelli, pero’, sono altamente resistenti a tali virus e non sviluppano patologie come consequenza all’infezione. Ad oggi, il meccanismo molecolare alla base di tale fenomeno non e’ ancora stato chiarito.

Diversi virus che infettano i pipistrelli sono in grado di innescare l’azione del fattore di trascrizione IRF3, il quale supporta un’attivita’ antivirale in cellule umane, innescando la produzione di interferoni e altri geni antivirali. Gli autori ipotizzano che che IRF3 potrebbe aver subito una forte, e positiva, pressione evolutiva acquisendo alterazioni che possano contribuire alla maggiore capacita’ protettiva osservata nel pipistrello.

Per investigare tale ipotesi, Banerjee et al. hanno confrontato la sequenca aminoacidica di IRF3 in due sottospecie di pipistrello (Yangochiroptera and Yinpterochiroptera), e valutato le differenze rispetto a quella umana. Tale confronto ha rivelato la presenza di un aminoacido diverso in posizione 185, una Serina in pipistrello e una Leucina in uomo, risultato che apre alla possibilita’ di una differenza anche di tipo funzionale. Per testare questa ipotesi, gli autori hanno pertanto disegnato una serie di esperimenti in vitro con lo scopo di valutare l’effetto di tale differenza sulla capacita’ antivirale delle cellule target. L’approccio utilizzato prevede che le cellule vengano pre-attivate usando poly I:C, utilizzato come analogo dell’RNA virale, prima di infettare le cellule con il virus. L’idea e’ che poly I:C (mimando l’attivazione mediata dall’RNA virale) induca IRF3 e, di conseguenza, sostenga una risposta antivirale. Le cellule cosi trattate saranno, quindi, in grado di inibire la replicazione virale piu efficacemente di cellule non attivate. Utilizzando cellule umane e di pipistrello attivate con poly I:C, e transfettate con plasmidi codificanti per Serina o Leucina in posizione 185, gli autori riportano che cellule che esprimono IRF3 con Serina 185 sono in grado di inibire la replicazione virale meglio di quelle che esprimono IRF3 con Leucina nella stessa posizione.

In conclusione, questo studio dimostra che IRF in pipistrello si e’ evoluta differentemente rispetta a quella umana e che come alterazione conferisca una maggiore risposta antivirale nelle cellule target.

About the Author

AIRI CLIP
Siamo un gruppo di medici, biologi, e ricercatori. Scriviamo in associazione con AIRIcerca in capacità privata (non rappresentiamo le rispettive istituzioni!) nel tentativo di aiutare i medici italiani che stanno affrontando l’epidemia Covid19. Controlliamo costantemente la letteratura scientifica e forniamo brevi riassunti in italiano peer-reviewed (troverete per ogni riassunto il nome di chi lo ha scritto e chi lo ha revisionato). Per agevolare la ricerca delle informazioni, assegnamo delle parole-chiave ad ogni riassunto. Speriamo in questo modo di fornire una versione concisa e in italiano di quanto di nuovo ha da offrire la letteratura scientifica sull’epidemia.

Be the first to comment on "La selezione positiva di un residuo di Serina in IRF3 e’ alla base di un’aumentata protezione antivirale in pipistrello"

Leave a comment

Your email address will not be published.