La risposta del sistema di emergenza dell’area metropolitana di Milano all’epidemia di SARS-CoV-2

Riassunto e traduzione dell’articolo: Spina S, Marrazzo F, Migliari M, Stucchi R, Sforza A, Fumagalli R. The response oF Milan’s Emergency Medical System to the COVID-19 outbreak in Italy, Lancet. 2020 Feb 28. pii: S0140-6736(20)30493-1.

Riassunto e traduzione a cura di: Chiara Piliego, Revisionato: Olga Passarin

Articolo Originale Pubblicato il 28 Febbraio 2020

L’articolo riporta la risposta del sistema di emergenza dell’area metropolitana di Milano all’epidemia di SARS-CoV-2.

Dal 30 gennaio 2020, quando l’OMS ha dichiarato la PHEIC (Public Health Emergency of International Concern), il governo italiano ha messo in atto misure straordinarie per ridurre la diffusione del virus, tra cui blocco dei voli dalla Cina, voli di rimpatrio organizzati e quarantena obbligatoria, e controlli severi nei terminal internazionali degli aeroporti. Le autorità sanitarie hanno seguito le raccomandazioni OMS per identificare e isolare i casi sospetti: queste raccomandazioni riguardavano pazienti con sintomi respiratori e contatto epidemiologico, che venivano trasferiti in ospedali preorganizzati, dove fare il test ed essere isolati.

Fin dal primo caso in Italia, il sistema di emergenza medica in Lombardia (che risponde al numero telefonico 112) ha rappresentato la prima linea per gestire pazienti con sintomi sospetti, adottare misure di contenimento e rassicurare la popolazione.

È stato istituito un Team di risposta al COVID-19, con personale dedicato e altamente qualificato, per gestire il focolaio senza ostacolare l’attività ordinaria del sistema di emergenza.

Il team ha collaborato con le autorità sanitarie della regione per creare un algoritmo procedurale per identificare i casi sospetti.

Immagine da Spina et al. Lancet 2020

I pazienti vengono sottoposti a screening in caso di:

  • Domicilio o periodi prolungati nella zona rossa
  • Contatti stretti con casi sospetti e confermati
  • Contatti stretti con pazienti con sintomi respiratori provenienti dalla zona rossa o dalla Cina

Il Team valuta il quadro clinico per decidere se testare il paziente in ospedale o a casa (mantenendo l’isolamento). Inoltre, vengono date raccomandazioni per evitare il contagio agli altri membri della famiglia.

Il Team gestisce quindi il flusso agli ospedali e dà quindi una prima risposta a problemi specifici come la mancanza di letti, il sovraffollamento delle strutture di Pronto Soccorso e il bisogno di trasferire i pazienti.

L’algoritmo è costantemente aggiornato nel rispetto delle direttive regionali sull’estensione della zona rossa e sulle modalità di test.

Dati in letteratura ci fanno pensare che la crescita del virus andrà avanti, e che i sistemi sanitari di tutto il mondo saranno messi a dura prova, e i sistemi di emergenza sul territorio saranno in prima linea.

Algoritmi specifici, protocolli dettagliati e team specializzati devono essere adottati in ogni dipartimento per allocare le risorse correttamente per fronteggiare l’emergenza.

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AIRI CLIP
Siamo un gruppo di medici, biologi, e ricercatori. Scriviamo in associazione con AIRIcerca in capacità privata (non rappresentiamo le rispettive istituzioni!) nel tentativo di aiutare i medici italiani che stanno affrontando l’epidemia Covid19. Controlliamo costantemente la letteratura scientifica e forniamo brevi riassunti in italiano peer-reviewed (troverete per ogni riassunto il nome di chi lo ha scritto e chi lo ha revisionato). Per agevolare la ricerca delle informazioni, assegnamo delle parole-chiave ad ogni riassunto. Speriamo in questo modo di fornire una versione concisa e in italiano di quanto di nuovo ha da offrire la letteratura scientifica sull’epidemia.

3 Comments on "La risposta del sistema di emergenza dell’area metropolitana di Milano all’epidemia di SARS-CoV-2"

  1. AIRI CLIP | 29 Marzo 2020 at 13:48 |

    Ciao Chiara,

    Grazie mille per il feedback! Riporto la tua domanda al gruppo e ti facciamo sapere al piu’ presto.

    Buona giornata

  2. Ciao ragazzi, complimenti ottimo lavoro.
    Nel mio piccolo, sto aiutando una mia cara amica, Dr Diane Williamson, Emergency Medicine and Paediatric Emergency Medicine Consultant, presso l’ospedale di Addenbrokes (Cambridge), a raccogliere articoli con un focus sulle informazioni rilevanti per il riconoscimento della malattia e la gestione precoce per guidare i medici di emergenza. Questo weekend ho cercado di lavorare nel capire meglio il periodo di contagio della malattia. Da probabilmente 24 ore prima dell’insorgenza dei sintomi ad un certo periodo dopo che l’infezione diventa chiara. Molte cose vengono discusse ma mi chiedevo se voi aveste articoli da condividere per avere delle evidenze su cui partire?

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