Rischio e prevenzione dell’infezione polmonare da nuovo Coronavirus tra i pazienti in Ospedale Psichiatrico

Riassunto e traduzione dell’articolo: Yuncheng Zhu; Liangliang Chen; Haifeng Ji; Maomao Xi; Yiru Fang; Yi Li, The Risk and Prevention of Novel Coronavirus Pneumonia Infections Among Inpatients in Psychiatric Hospitals, Neurosci Bull. 2020 Mar;36(3):299-302.

Riassunto e traduzione a cura di: Giulia Simonetti; Revisionato: Raffaella Calati

Articolo Originale Pubblicato il 25 Febbraio 2020

In questa lettera all’Editor viene descritta la situazione degli ospedali psichiatrici in Cina a partire dall’inizio dell’epidemia di polmonite da nuovo coronavirus (COVID-19).

Tre sono gli elementi responsabili dell’infezione di pazienti ospedalizzati con diagnosi di psicosi: la fonte dell’infezione (pazienti con polmonite da nuovo coronavirus), la via di trasmissione (da uomo a uomo attraverso la trasmissione di goccioline) e la suscettibilità (pazienti con scarso esame di realtà o stato di coscienza alterato). In Cina il personale che lavora negli ospedali psichiatrici non è stato informato sui fattori che possono aumentare il rischio di propagazione dell’epidemia. In particolare bisogna considerare che spesso i pazienti non sono né reattivi né preoccupati dalle notizie, specialmente dopo un periodo di isolamento sociale, e comunque hanno difficoltà a tollerare e seguire le misure di isolamento. Bisogna poi considerare che il personale che si occupa della salute mentale spesso non è formato a gestire infezioni respiratorie di questo tipo. Inoltre, non sono stati introdotti specifici protocolli clinici indirizzati a questo particolare gruppo di pazienti.

Lezione da imparare

È necessario modificare le strategie di prevenzione del rischio di diffusione del virus in questo gruppo di pazienti. Gli psichiatri dovrebbero essere sensibilizzati ed informati; i pazienti psichiatrici sono un gruppo sensibile, quindi dovrebbero essere trattati con particolare attenzione e preparati adeguatamente prima del ricovero. Sia la valutazione pre-ricovero che il trattamento durante il ricovero (compreso l’isolamento) dovrebbero essere spiegate e gestite con particolare attenzione. Inoltre non bisogna dimenticare che i pazienti con una lunga degenza pregressa che presentano una comorbidità per un disturbo fisico come ipertensione, diabete e altre malattie croniche, sono più vulnerabili rispetto alla popolazione generale. Inoltre le condizioni di stress psicologico in cui si trovano tutte le persone informate del virus potrebbero facilitare l’insorgenza di malattie mentali o aggravare condizioni preesistenti. In futuro gli ospedali psichiatrici potrebbero trovarsi a dover gestire un carico di lavoro maggiore.

Possibili strategie di coping

in Cina, durante l’epidemia da nuovo coronavirus, è stato raccomandato il completo isolamento dei centri di salute mentale. Oltre alle strategie già adottate circa la quarantena, si dovrebbero proibire temporaneamente le visite e sostituirle con chat video. Dovrebbero essere forniti più servizi di supporto psicologico agli operatori di comunità e ai medici di famiglia per aiutare a comunicare ai familiari le restrizioni imposte dal Governo. Inoltre bisogna considerare lo stress a cui sono sottoposti gli operatori sanitari; tale condizione può generare problemi di salute mentale come gravi disturbi psicosomatici o problemi in grado di influenzare i processi decisionali. Sarebbe necessario predisporre servizi di screening e di supporto psicologico per ridurre ansia, depressione e disturbo post traumatico da stress (PTSD). Si consiglia la psicoterapia online ed un maggiore utilizzo del telefono e di applicazioni Internet come WeChat.

Al fine di alleviare ridurre l’incidenza del disagio psicologico o di PTSD, dovrebbero essere prese misure appropriate per il supporto alla salute mentale pubblica, tra cui: 1. Diffondere le conoscenze sulla salute mentale al pubblico; 2. Creare una hotline di consultazione psicologica a livello nazionale; 3. Fornire supporto psicologico individualizzato da parte di psichiatri e psicologi; 4. Incoraggiare i medici, sia in ambito pubblico che privato, ​​a fornire assistenza psicologica; 5. Incoraggiare il sostegno volontario dei sopravvissuti; 6. Pianificicare una copertura assicurativa per la salute mentale in periodi particolari come quello presente. Ultimo ma non meno importante, le persone ad alto rischio dovrebbero essere identificate in modo tempestivo per evitare il verificarsi di eventi estremi come suicidio, comportamento impulsivo e crisi psicologica di massa. Per i pazienti psichiatrici invece sarebbe opportuno: 1. Allungare la durata delle prescrizioni per pazienti ambulatoriali stabilizzati; 2. Garantire il monitoraggio remoto per pazienti ambulatoriali non stabilizzati; 3. Avvisare tempestivamente i pazienti che necessitano di ricovero ospedaliero e pianificare rapidamente azioni preventive.

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Siamo un gruppo di medici, biologi, e ricercatori. Scriviamo in associazione con AIRIcerca in capacità privata (non rappresentiamo le rispettive istituzioni!) nel tentativo di aiutare i medici italiani che stanno affrontando l’epidemia Covid19. Controlliamo costantemente la letteratura scientifica e forniamo brevi riassunti in italiano peer-reviewed (troverete per ogni riassunto il nome di chi lo ha scritto e chi lo ha revisionato). Per agevolare la ricerca delle informazioni, assegnamo delle parole-chiave ad ogni riassunto. Speriamo in questo modo di fornire una versione concisa e in italiano di quanto di nuovo ha da offrire la letteratura scientifica sull’epidemia.

2 Comments on "Rischio e prevenzione dell’infezione polmonare da nuovo Coronavirus tra i pazienti in Ospedale Psichiatrico"

  1. AIRI CLIP | 23 Marzo 2020 at 12:42 |

    Buongiorno Antonio, le pubblicazioni originali sono sempre linked nella sezione “Riassunto e Traduzione dell’articolo” – il titolo originale e’ cliccabile. Grazie!

  2. Antonio Varcasia | 23 Marzo 2020 at 12:31 |

    ciao, iniziativa molto bella ma dovreste comunque mettere link delle pubblicazioni originali su scous o pubmed. Grazie

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