L’impatto psicologico della quarantena e come ridurlo: “rapid review” delle evidenze

Riassunto e traduzione dell’articolo: Brooks SK, Webster RK, Smith LE, Woodland L, Wessely S, Greenberg N, Rubin GJ, The psychological impact of quarantine and how to reduce it: rapid review of the evidence, Lancet. 2020 Mar 14;395(10227):912-920. 26 febbraio 2020.

Riassunto e traduzione a cura di: Raffaella Calati; Revisionato: Giulia Simonetti

Articolo Originale Pubblicato il 26 Febbraio 2020

L’epidemia di coronavirus di dicembre 2019 ha portato molti paesi a chiedere a tutti quelli che possono essere potenzialmente entrati in contatto con l’infezione di porsi in auto-isolamento a casa o in spazi organizzati ad hoc.

Le decisioni circa le modalità di applicazione della quarantena dovrebbero essere basate su solide evidenze scientifiche. Abbiamo condotto una revisione della letteratura che si è focalizzata sull’impatto psicologico della quarantena, consultando tre database elettronici di letteratura scientifica (MEDLINE, PsycINFO, e Web of Science). Di 3166 articoli reperiti e sottoposti ad analisi, 24 sono stati inclusi nella presente revisione (“rapid review”; in circostanze come queste le “rapid review” sono raccomandate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità).

La maggior parte degli studi inclusi riporta effetti psicologici negativi della quarantena, inclusi sintomi legati al disturbo da stress post-traumatico (PTSD), confusione e rabbia. Tra i fattori stressanti considerati durante il periodo di quarantena ci sono: una più lunga durata della quarantena; preoccupazione circa la propria salute e paura di contagiare altri; frustrazione, noia e senso di isolamento dal resto del mondo; insufficienza di beni primari come cibo, acqua e vestiti, e impossibilità di ricevere assistenza medica e prescrizioni in modo regolare; informazioni non sufficienti da parte delle autorità di salute pubblica; perdite finanziarie legate all’interruzione dell’attività lavorativa; stigma, che spesso persiste per qualche tempo anche dopo la quarantena e dopo il contenimento dell’epidemia. Alcuni ricercatori hanno suggerito che gli effetti della quarantena possano essere duraturi.

Questa rapid review ha vari take-home message:

  1. Essere informati è un punto centrale; infatti le persone in quarantena hanno bisogno di capire la situazione.
  2. Le persone in quarantena dovrebbero ricevere dei consigli pratici su come gestire la noia e su tecniche di gestione dello stress; una comunicazione rapida ed efficace è fondamentale.
  3. Devono essere forniti i beni primari e l’assistenza medica di base.
  4. La quarantena dovrebbe essere il più breve possibile e la sua durata non dovrebbe essere modificata se non in circostanze estreme.
  5. La maggior parte degli effetti negativi proviene dall’imposizione della restrizione della libertà; la quarantena volontaria sembra essere associata, infatti, ad un minore distress e a minori complicazioni a lungo termine.
  6. I responsabili della salute pubblica dovrebbero sottolineare l’aspetto altruistico dell’auto-isolamento.
  7. Bisognerebbe rivolgere particolare attenzione alla salute mentale e fisica dei professionisti sanitari coinvolti.

About the Author

AIRI CLIP
Siamo un gruppo di medici, biologi, e ricercatori. Scriviamo in associazione con AIRIcerca in capacità privata (non rappresentiamo le rispettive istituzioni!) nel tentativo di aiutare i medici italiani che stanno affrontando l’epidemia Covid19. Controlliamo costantemente la letteratura scientifica e forniamo brevi riassunti in italiano peer-reviewed (troverete per ogni riassunto il nome di chi lo ha scritto e chi lo ha revisionato). Per agevolare la ricerca delle informazioni, assegnamo delle parole-chiave ad ogni riassunto. Speriamo in questo modo di fornire una versione concisa e in italiano di quanto di nuovo ha da offrire la letteratura scientifica sull’epidemia.

Be the first to comment on "L’impatto psicologico della quarantena e come ridurlo: “rapid review” delle evidenze"

Leave a comment

Your email address will not be published.