Persistenza Dei Coronavirus Su Varie Superfici E Loro Inattivazione Tramite Disinfettanti

Riassunto e traduzione dell’articolo: Kampf, G. et al. Persistence of coronaviruses on inanimate surfaces and their inactivation with biocidal agents. Journal of Hospital Infection 104, Issue 3, 246 – 251 (2020).

Riassunto a cura di: Corrado Minetti; Revisionato: Veronica Greco

Articolo Originale Pubblicato il 6 Febbraio 2020

In questa revisione della letteratura si fa un resoconto dettagliato delle evidenze scientifiche sulla persistenza dei coronavirus umani (in particolare SARS-CoV) su varie superfici inanimate che possono veicolare il contagio e l’efficacia di vari disinfettanti per la loro inattivazione. Coronavirus come SARS-CoV possono rimanete infettivi fino a 2 giorni su un camice monouso, fino a 4-5 giorni su acciaio, legno, carta e vetro, da 5 a 9 giorni su plastica. L’esposizione per almeno 1 minuto ad alcool etilico al 70% (o superiore) o sodio ipoclorito (0.1-0.5%) ne garantisce una significativa inattivazione.

In questa revisione della letteratura (aggiornata al 28 Gennaio 2020), Kampf et al fanno un resoconto dettagliato delle evidenze scientifiche sulla persistenza dei coronavirus (umani e animali) su fomiti (superfici inanimate che possono veicolare il contagio) e l’efficacia di vari disinfettanti per la loro inattivazione. Focalizzandosi sui coronavirus umani (HCoV strain 229E) e in particolare su SARS-CoV (data la sua somiglianza con SARS-CoV-2 – vedi Zhou et al 2020 Nature) e MERS-CoV, e sulle procedure di disinfezione delle superfici comunemente usate in ambito sanitario, le evidenze da più studi rivelano:

  1. A temperatura ambiente (20-25°C), SARS-CoV può rimanere infettivo fino a 2 giorni su un camice monouso, fino a 4-5 giorni su superfici di metallo (come acciaio), legno, carta e vetro, da 5 a 9 giorni su plastica.
  2. Dai pochi dati a disposizione, a 20°C MERS-CoV può rimanere infettivo fino a 2 giorni su acciaio e plastica.
  3. In generale, sui fomiti i coronavirus rimangono infettivi più a lungo a basse temperature (<30°C) e tanto maggiore è il numero di particelle virali rilasciate nell’ambiente.
  4. Tests su coronavirus umani (HCoV, SARS e MERS) in sospensione e su superfici (acciaio) mostrano una riduzione significativa (≥ 3 log, 99.9% inattivazione) con l’uso di alcool etilico (minimo 70% per 1 minuto, 80-95% per 30 secondi) e sodio ipoclorito (minimo 0.1-0.5% per 1 minuto).

Gli autori ritengono che, in attesa di risultati sperimentali specifici su COVID-19, il nuovo coronavirus possa essere gestito come i precedenti coronavirus in quanto a rischio contagio tramite fomiti e disinfezione degli stessi.

Bibliografia:

Zhou, P., Yang, X., Wang, X. et al. A pneumonia outbreak associated with a new coronavirus of probable bat origin. Nature 579, 270-273 (2020).

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Siamo un gruppo di medici, biologi, e ricercatori. Scriviamo in associazione con AIRIcerca in capacità privata (non rappresentiamo le rispettive istituzioni!) nel tentativo di aiutare i medici italiani che stanno affrontando l’epidemia Covid19. Controlliamo costantemente la letteratura scientifica e forniamo brevi riassunti in italiano peer-reviewed (troverete per ogni riassunto il nome di chi lo ha scritto e chi lo ha revisionato). Per agevolare la ricerca delle informazioni, assegnamo delle parole-chiave ad ogni riassunto. Speriamo in questo modo di fornire una versione concisa e in italiano di quanto di nuovo ha da offrire la letteratura scientifica sull’epidemia.

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