Un caso di COVID-19 in gravidanza terminata con parto pretermine.

Riassunto e traduzione dell’articolo:Wang X, Zhou Z, Zhang J, Zhu F, Tang Y, Shen X. A case of 2019 Novel Coronavirus in a pregnant woman with preterm delivery. Clin Infect Dis. 2020.

Riassunto a cura di Elisabetta Canitano; Revisionato: Daria Di Filippo

Articolo Originale Pubblicato il 28 Febbraio 2020

Una donna di 28 anni alla trentesima settimana di gravidanza e’ giunta in Ospedale accusando febbre intermittente e riferendo un viaggio recente nella zona di Wuhan.

I parametri risultavano: TC 36,2 °C, PA 95/64 mmHg,  FC 92 battiti al minuto, FR  22 respiri al minuto e SpO2 97% con 5 L/m di ossigeno in Maschera Venturi.

Gli esami mostravano una leucocitosi neutrofila (compatibile con la gravidanza,ndt), presenza di linfopenia, Proteina C reattiva 19,6, procalcitonina 0,228 ng/ml, lattato deidrogenasi  544 Ul, nt-proBNP  318, albumina 24,6, transaminasi e creatinina normali. 

In considerazione del recente viaggio e della febbre, venivano eseguiti due tamponi faringei risultati negativi per SARS-CoV-2 alla RT-PCR quantitativa. La TAC mostrava opacità irregolari bilaterali (mosaico e vetro smerigliato). Dopo l’isolamento, il secondo test eseguito su escreato risultava positivo per SARS-CoV-2.

E’ stato instaurato il trattamento con Arbidol (0,2 g somministrato per via orale ogni 8 ore), Lopinavir e Ritonavir (compresse da 400/100mg somministrate per via orale ogni 8 ore), Cefoperazone Sodium e Sulbactam Sodium (3.0g  somministrato per via endovenosa ogni 8 ore) e albumina sierica umana (20 g somministrata per via endovenosa ogni giorno), sono stati somministrati desametasone e magnesio solfato come profilassi per il feto  e ci si è preparati a  un taglio cesareo d’emergenza.

Dopo cinque giorni, una TC del torace ha mostrato aumento delle opacità bilaterali a vetro smerigliato, come da grave polmonite atipica. Nel pomeriggio, scomparsi i movimenti fetali e la variabilità della frequenza alla cardiotocografia, si è deciso per un Taglio Cesareo d’urgenza.

È nato senza complicazioni un neonato maschio, prematuro, del peso di 1.830 kg, con Apgar di 9/10 rispettivamente a 1 e 5 minuti. E’ stato tenuto in isolamento, senza alcun contatto con la madre ed allattato con formula.

Durante l’intervento sono stati prelevati campioni di liquido amniotico, placenta, sangue cordonale, succo gastrico e tamponi faringei neonatali tutti risultati negativi alla RT-PCR per SARS-CoV-2. Tre giorni dopo il taglio cesareo i tamponi faringei e fecali neonatali erano nuovamente negativi. Nei giorni seguenti, tre scansioni TC del torace materno hanno mostrato completa risoluzione degli infiltrati polmonari.

Tutti gli operatori sanitari entrati in contatto con il bambino sono  rimasti asintomatici. Madre e figlio hanno avuto un decorso postpartum e neonatale senza complicanze.

E’ noto che le polmoniti virali possano avere un decorso grave nelle gestanti. Si ritiene che l’ottimo risultato ottenuto sia legato al fatto che la donna era giovane, sana e non aveva nessun precedente di malattia nonche’ alla buona salute fetale, attestata nei controlli eseguiti prima della comparsa della malattia. Fondamentali all’outcome positivo, inoltre, sono state una diagnosi precoce ed una tarda eta’ gestazionale. L’Ospedale era specificamente addestrato a lavorare sulle infezioni da Coronavirus ed il team di professionisti era formato da anestesisti, ostetrici, pediatri, specialisti in malattie infettive ed in terapia intensiva, esperti del controllo delle infezioni nosocomiali e personale amministrativo. In ultimo, e’ stata attuata una scrupolosa prevenzione della trasmissione materno-infantile della malattia per contatto, per via aerea e tramite goccioline respiratorie.

Considerato che il virus viene eliminato anche con le feci ed è quindi ipotizzabile anche una trasmissione oro-fecale, numerose precauzioni sono state attuate in sala operatoria.

Il nostro caso offer una visione iniziale dell’outcome associato alla infezione di Covid-19 in gravidanza, e le numerose strategie attuate per gestire questa evenienza. Saranno necessari dati su un maggior numero di pazienti per comprendere meglio l’impatto di questa infezione sull’outcome materno e ostetrico.

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Siamo un gruppo di medici, biologi, e ricercatori. Scriviamo in associazione con AIRIcerca in capacità privata (non rappresentiamo le rispettive istituzioni!) nel tentativo di aiutare i medici italiani che stanno affrontando l’epidemia Covid19. Controlliamo costantemente la letteratura scientifica e forniamo brevi riassunti in italiano peer-reviewed (troverete per ogni riassunto il nome di chi lo ha scritto e chi lo ha revisionato). Per agevolare la ricerca delle informazioni, assegnamo delle parole-chiave ad ogni riassunto. Speriamo in questo modo di fornire una versione concisa e in italiano di quanto di nuovo ha da offrire la letteratura scientifica sull’epidemia.

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