Manifestazioni Cliniche E Outcome Dell’infezione Sars-Cov-2 Durante La Gravidanza.

Riassunto e traduzione dell’articolo: Yangli Liu , Haihong Chen , Kejing Tang , Yubiao Guo , Clinical manifestations and outcome of SARS-CoV-2 infection during pregnancy, Journal of Infection (2020).

Riassunto a cura di: Caroline Benski/Margherita Pace;  Revisionato: Caroline Benski

Articolo Originale Pubblicato il 27 Febbraio 2020

In questo studio retrospettivo, sono state osservate pazienti ricoverate con test positivo per l’infezione da SARS-CoV-2 tra l’8 dicembre 2019 e il 25 febbraio 2020 in ospedali nell’area fuori da Wuhan, in Cina.

Sono state osservate 13 pazienti gravide senza patologie croniche o pregresse che provenivano da diverse zone del paese. L’età media era tra 22 e 36 anni. 11 pazienti erano al terzo trimestre di gravidanza e 2 erano a meno di 28 settimane di gravidanza.

Per quanto riguarda la sintomatologia di esordio, 77% ha avuto febbre (tra 37.3 e 39.0°C) e astenia. Solamente 3 pazienti (23%) hanno segnalato dispnea. Una sola paziente era asintomatica ma le è stato fatto il test perché era stata a contatto con un famigliare positivo.

La quasi totalità delle pazienti, 12 su 13, aveva una storia epidemiologica di contagio, descrivendo un contatto diretto con un familiare infetto o una connessione con la città di Wuhan due settimane prima della comparsa dei sintomi. 

Riguardo l’evoluzione delle pazienti, 27% (3/13) sono state dimesse per questo ricovero e hanno proseguito con una gravidanza senza complicazioni.  Invece le altre 10 pazienti (73%) hanno avuto un taglio cesareo di cui 5 in urgenza per complicazioni tali la rottura prematura delle membrane, distress fetale, e un nato morto. 46% delle pazienti (6/13) hanno avuto parto prematuro entro 32 e 36 settimane di gestazione.  Le complicazioni perinatali descritte di queste pazienti (distress fetale, rotture prematura delle membrane, nato morto e parto prematuro) possono essere ascritte all’infezione virale da SARS-CoV-2 o ai cambi fisiologici che riducono la tolleranza della donna gravida all’ipossia al terzo trimestre.

12 pazienti sono state dimesse dopo il parto senza complicazioni. Una paziente ha necessitato, durante il ricovero, di essere trasferita nell’unità di terapia intensiva, essere intubata e ventilata per peggioramento clinico con sindrome da disfunzione multiorgano incluso sindrome da distress respiratorio acuto, insufficienza epatica e renale e sepsi. Il 26 febbraio questa paziente necessitava ancora di supporto ECMO.

Riguardo ai neonati, c’è stato un nato morto e 9 hanno avuto un Apgar à 1 min di 10.  In nessuno dei neonati vivi é stato evidenziato alcun segno di trasmissione verticale del SARS-CoV-2.

Con questo studio si vuole sottolineare che anche le donne gravide sono suscettibili al SARS-CoV-2. La sintomatologia é stata molto variabile tra le 13 pazienti, da asintomatica a sintomatologia severa. Questi risultati corrispondono a quanto riferito nella letteratura per i la popolazione generale.

In conclusione, sono necessari ulteriori sforzi per ridurre l’infezione tra le donne gravide e seguire con molta attenzione le pazienti gravide infette.

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