Contaminazione Da SARS-Cov-2 Di Aria, Fomiti E Dispositivi Di Protezione Individuale Da Parte Di Pazienti Sintomatici

Riassunto e traduzione dell’articolo: Ong SWX, Tan YK, Chia PY, et al. Air, Surface Environmental, and Personal Protective Equipment Contamination by Severe Acute Respiratory Syndrome Coronavirus 2 (SARS-CoV-2) From a Symptomatic Patient. JAMA. Published online March 04, 2020.

Riassunto a cura di: Silvia Mercurio; Revisionato: Corrado Minetti

Articolo Originale Pubblicato il 4 Marzo 2020

In questo studio si è valutata la contaminazione (RNA virale) dell’aria e delle superfici nelle camere di 3 pazienti affetti da SARS-CoV-2 prima o dopo le operazioni di decontaminazione. L’infettività del virus non è stata determinata. L’RNA virale è stato rinvenuto su varie superfici (sedia, interruttori, maniglia della porta del bagno, tazza del gabinetto e lavandino) ma mai dopo le operazioni di decontaminazione (500 ppm di dicloroisocianurato di sodio per le superfici e 1000 ppm per i pavimenti).

Le vie di trasmissione e i livelli di contaminazione ambientale dei coronavirus sono ancora sconosciuti. Ong e colleghi (2020) hanno perciò indagato la contaminazione dell’aria e delle superfici nelle camere di 3 pazienti affetti da SARS-CoV-2 prima o dopo le operazioni di decontamizaione.

L’aria è stata analizzata nella camera e nell’anticamera di ciascun paziente mentre la contaminazione delle superfici è stata valutata in 26 siti diversi all’interno della camera, dell’anticamera e del bagno. Sono stati analizzati anche i dispositivi di protezione individuale (PPE) indossati dallo staff. La raccolta dei campioni è avvenuta dopo le operazioni di pulizia giornaliere per 2 pazienti mentre prima per un paziente. La presenza del virus e la carica virale sono state determinate mediante RT-PCR.

Tutti campioni analizzati per i due pazienti dopo la pulizia  sono risultati negativi.

Invece, per quanto riguarda il terzo paziente (campioni presi prima della pulizia giornaliera) sono risultati positivi 13 su 15 siti nella camera (tra i quali sedia e interruttori della luce dietro al letto), 3 su 5 nel bagno (inclusi maniglia della porta, tazza del gabinetto e lavandino) mentre le superfici di anticamera e corridoio sono risultate negative. Inoltre è stato trovato una sola volta un PPE positivo, ossia la punta delle scarpe.Tutti i campioni d’aria sono risultati negativi.

In generale, la contaminazione degli ambienti è molto ampia ma tutti i tamponi effettuati dopo le operazioni di decontaminazione sono risultati negativi, suggerendo che le attuali pratiche di decontamizaione (500 ppm di dicloroisocianurato di sodio per le superfici e 1000 ppm per i pavimenti) sono efficaci.

Nonostante l’elevata contaminazione degli ambienti, i campioni d’aria sono risultati sempre negativi. Tuttavia, nel caso del paziente C, le uscite di scarico dell’aria sono risultate positive 2 volte su 3 probabilmente a causa del deposito di aerosol sugli split.

Un campione prelevato dalla punta delle scarpe è stato trovato positivo ma il rischio di trasmissione da calzature è da considerarsi basso, come evidenziato dai risultati negativi ottenuti nelle anticamere e dei corridoi.

Questo studio ha delle ovvie limitazioni dovute alla condizione di emergenze in cui è stato condotto. 1) non è stata analizzata la vitalità del virus sulle superfici contaminate; 2) il numero di casi studiati è molto ridotto e le tecniche adoperate poco affidabili; 3) il volume d’aria analizzato rappresenta solo una frazione dell’aria totale e, inoltre, i cambi d’aria nella camera potrebbero aver diluito la carica virale.

L’elevata contaminazione degli ambienti da parte dei pazienti SARS-CoV-2 sintomatici suggerisce come  l’ambiente rappresenti un potenziale mezzo di trasmissione del virus. È necessario rispettare severamente le disposizioni sulla pulizia degli ambienti e di igiene personale.

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