Primi indizi di liquidi nel passato del Polo Sud di Titano

La luna di Saturno, Titano, è finora l’unico corpo conosciuto, oltre alla Terra, a possedere masse liquide in superficie: acqua per la Terra, idrocarburi per Titano.
Una delle particolarità di questo oggetto celeste è quello di avere grandi laghi solo in corrispondenza della sua regione polare artica, mentre la regione antartica risulta totalmente secca. Tale peculiarità è stata imputata alle caratteristiche orbitali di Titano e si ipotizza che, seguendo un ciclo della durata di circa 100 mila anni, esse possano portare alternativamente a condizioni per bacini liquidi al nord e al sud.
Un nuovo studio, condotto con dati acquisiti dal radar ad apertura sintetica della sonda NASA Cassini e in via di pubblicazione su Icarus, ha identificato per la prima volta delle zone con una serie di caratteristiche che porterebbero ad ipotizzare la passata presenza di masse liquide al Polo Sud di Titano. Le grandi depressioni con superficie levigata contornate da zone ad alta rugosità sarebbero infatti riconducibili a fondali oceanici con le rispettive linee costiere.
Gli autori dello studio hanno anche calcolato che all’interno di queste depressioni può essere contenuto un volume di liquido tre volte superiore a quanto rilevato finora nella zona artica e tutto punterebbe a confermare la teoria secondo la quale gli idrocarburi su Titano si mostrano in forma liquida ciclicamente in una delle due regioni polari.
Solo l’assenza di vaste distese di minerali evaporitici, in genere legati alla presenza passata di liquidi a contatto con la superficie rocciosa, potrebbe indicare una soluzione diversa. Nello studio si ipotizza che questa assenza potrebbe essere dovuta a varie cause non collegabili all’assenza di masse liquide, quali, ad esempio, il lungo tempo trascorso dall’ultima volta che il polo sud di Titano è stato umido, che avrebbe favorito la copertura di tali sedimenti da parte di materiale differente.
 



 

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