Il deserto dell’Atacama, laboratorio privilegiato per lo studio della vita marziana

Credit: US Geological Survey
Credit: US Geological Survey

A causa delle sue elevate temperature e delle scarsissime precipitazioni che lo rendono uno dei posti più aridi al mondo, spesso il deserto cileno dell’Atacama è utilizzato per simulare scenari marziani.
In questa direzione va anche un articolo pubblicato recentemente su Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) finalizzato a comprendere quanto della vita microbica presente nelle zone più interne dell’Atacama sia stanziale o solo trasportato occasionalmente dai venti e destinato quindi a morire.
Sebbene non sia la prima volta che uno studio simile viene condotto in queste condizioni, in questo caso sono state utilizzate tecniche di analisi differenti per dare una risposta definitiva alla questione, concentrandosi in particolare sulla diversità microbica, la percentuale di microrganismi vivi rispetto a quelli morti e l’attività metabolica.
Lo studio si è sviluppato nel corso di tre anni. Prima dell’inizio della raccolta dati si è verificata una precipitazione di 8 mm, considerata straordinaria per la zona, ed i ricercatori hanno analizzato campioni provenienti da aree storicamente a diverso grado di aridità, così da provare a collegare la quantità di acqua abitualmente presente nel suolo al tipo di biosfera trovata.
Come facilmente intuibile, la differenziazione maggiore è stata riscontrata nelle zone più umide, così come l’attività metabolica è risultata maggiore successivamente ad eventi di pioggia (anche se estremamente limitati). La scoperta più significativa è però il ritrovamento di forme microbiche nel primo sottosuolo anche in condizioni temporanee di aridità considerate incompatibili con la vita, sebbene la percentuale di microbi che continuava a restare in vita diminuisse drasticamente col diminuire dell’umidità.
Questo risultato suggerisce che anche in condizioni estreme la vita può non essere solo transitoria. Questa osservazione potrebbe essere di un certo interesse per Marte, dove, in condizioni ambientali ancora più estreme rispetto all’Atacama, potrebbe non essere del tutto esclusa la presenza di forme di vita attive ancora oggi, magari nel sottosuolo, dove sarebbero schermate dalle radiazioni e potrebbero sfruttare sacche di umidità locali.


2 Comments on "Il deserto dell’Atacama, laboratorio privilegiato per lo studio della vita marziana"

  1. Ciao Akdeniz, possiamo chiederti cosa intendi dire con “aspettiamo anche gli altri”? Prova a spiegarti meglio e cercheremo certamente di accontentarti.
    Buona giornata e grazie per leggere le nostre news.

  2. grazie Angelo Zinzi,ma aspettiamo anche gli altri.

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