Cosa coltivavano i nostri antenati?

Un gruppo di ricercatori italiani dell’Università di Modena e Reggio Emilia e de La Sapienza hanno pubblicato il 29 gennaio un interessante studio sulla prestigiosa rivista Nature Plants.
Questo studio ci porta indietro nel tempo in un periodo storico chiamato Olocene (compreso tra il 7500 a.C. e il 3500 a.C.) nel Sahara, che in quell’epoca non era un deserto ma una fertile savana.
Gli scienziati hanno combinato paleobotanica e archeologia e, studiando semi provenienti dal sito archeologico di Takarkori nella Libia sud-occidentale tramite analisi morfologiche e del DNA, hanno identificato un variegato insieme di diverse specie vegetali utilizzate dall’uomo.
Ciò rivela l’utilizzo, per un periodo continuo di circa 4000 anni, di pratiche agricole estremamente diverse da quelle attuali: invece che selezionare e coltivare un’unica specie vegetale, i nostri antenati coltivavano un miscuglio di specie diverse.
Il processo chiamato domesticazione, che è appunto la selezione di tratti desiderabili nelle specie coltivate ed è considerato alla base dell’agricoltura, non è avvenuto nell’area e nel periodo storico studiato. Molte delle specie coltivate all’epoca oggi sono considerate non coltivabili o infestanti e i nostri antenati le preferivano perché erano semplici da coltivare e perché erano in grado di sopravvivere ad un ambiente in continuo mutamento.
Gli scienziati concludono il loro lavoro suggerendo che lo studio delle specie vegetali coltivate nel Sahara preistorico potrebbe offrire soluzioni innovative per combattere la desertificazione e la perdita di biodiversità.
 


Be the first to comment on "Cosa coltivavano i nostri antenati?"

Leave a comment

Your email address will not be published.