Da una pietra ornamentale il nuovo materiale per le future lampadine

I materiali a luminescenza persistente (PeL) sono presenti in molti degli oggetti che si incontrano quotidianamente, come le lancette degli orologi o la segnaletica di sicurezza, oggetti che al buio sono fosforescenti (cioè presentano una emissione radiativa che si mantiene anche dopo l’interruzione della fonte di energia). Tali materiali sono molto interessanti anche per i loro potenziali usi in diagnostica per immagine, miglioramento dell’efficienza delle celle solari o sorveglianza notturna. Uno dei principali problemi dei PeL attualmente presenti in commercio riguarda l’utilizzo di terre rare e metalli pesanti che si riflette in un elevato costo di produzione. Ricercatori dell’università di Turku, in Finlandia, hanno realizzato un materiale PeL basato sulla hackmite (o sodalite, un minerale blu utilizzato come pietra ornamentale) dopato con titanio. Tale materiale è privo di metalli pesanti e terre rare, quindi producibile a basso costo, oltre ad avere il vantaggio di non generare rifiuti pericolosi e non presenta rischi per la salute. Questo minerale di sintesi presenta un’emissione di luce bianca che persiste oltre le 100 ore una volta interrotto lo stimolo. Ha un’intensità paragonabile alla miscela tricolore utilizzata nelle lampade a fluorescenza commerciali, rendendolo idoneo all’utilizzo nelle lampade già presenti sul mercato. Inoltre è stabile in acqua e la sua emissione può essere rilevata a concentrazioni bassissime (dell’ordine delle nanomoli), rendendolo un ottimo candidato per l’utilizzo in diagnostica.
Maggiori info su phys.org, mentre la ricerca è stata pubblicata su Advanced Functional Materials.


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