Alcune buone ragioni per perforare nella faglia più pericolosa della Nuova Zelanda

La faglia Alpina è la maggiore fonte di terremoti nell’isola del Sud della Nuova Zelanda. Si ritiene che questa faglia generi terremoti dalla magnitudo 8 nella scala Richter circa ogni 330 anni. L’ultimo evento simile è avvenuto nel 1717 d.c., circa 300 anni fa, gli scienziati ritengono quindi che questa faglia sia ora alla fine di un ciclo sismico, come spiega Rupert Sutherland, del GNS Science. Esiste una serie dettagliata di informazioni sui terremoti avvenuti nella faglia Alpina che copre gli ultimi 8000 anni, e la statistica su questi eventi indica che nei prossimi 50 anni c’è una probabilità del 28% che avvenga un terremoto in questa faglia, una probabilità considerata molto alta. Questo video di GNS Science, ci racconta di un attuale progetto di studio sulla faglia Alpina al fine di comprendere le proprietà di un faglia ad alta probabilità di generare un terremoto.

Questi terremoti sono il risultato di movimenti che avvengono lungo le faglie geologiche, uno degli obiettivi degli scienziati ora è di capire come avviene questo movimento. Recentemente sono state studiate faglie che hanno appena avuto grandi movimenti provocando potenti terremoti: in California, vicino a Parkfield, nel Fenghuang, Cina, in seguito al terremoto di Kobe, Giappone, ed in seguito al terremoti di Chi-Chi, Taiwan. Questi studi hanno portato grandi informazioni sullo stato di una faglia che ha appena subito un movimento. Ora la comunità scientifica internazionale sta cercando la risposta alla domanda: come è una faglia prima che avvenga un terremoto? In questo scenario si introduce il progetto che coinvolge lo studio della faglia Alpina come esempio di faglia che è probabilmente in procinto di originare un terremoto di magnitudo pari a 8° Richter.

La faglia Alpina percorre tutta l’isola del Sud, raggiungendo i laghi Nelson fino ad unirsi alla faglia di Marlborough. In un lato di questa faglia si trovano delle grandi montagne, le Alpi del sud, dovuto alla spinta verso l’alto della rispettiva placca. Al lato opposto si estende la pianura costiera di Westland. La faglia Alpina non corre verticale all’interno della crosta, ma è inclinata a circa 45° e raggiunge una profondità di circa 30km, attraversando sia la crosta terrestre fragile, per i primi 8-10km, dove avvengono i terremoti, ed in quella duttile, dove però avvengono solo piccoli eventi. Le informazioni che occorre ottenere sono ancora molte. Serve conoscere cosa succederebbe durante un terremoto in questa faglia, al fine di potere aiutarci a pianificare e costruire edifici adeguati e predire i suoi effetti sulle diverse infrastrutture.

Un’altra domanda interessante riguarda il capire se la probabilità di una rottura della faglia vari di giorno in giorno, informazione al momento mancante, ma che potrebbe aiutarci ad effettuare previsioni nel futuro. Inoltre la particolarità di questa faglia, fa si che in caso di un evento di terremoto, questo viaggi per svariati kilometri. Si può ponderare l’idea di implementare in sistema d’allarme che potrebbe dare alle persone alcune preziose decine di secondi di preavviso. Questo progetto ha il compito iniziale di perforare la faglia a 1km di profondità e raccogliere campioni della faglia stessa per capirne la struttura. In questa fase è inoltre possibile posizionare alcuni strumenti in grado di svolgere osservazioni geofisiche al momento. Verrà così costituito un osservatorio in grado di monitorare i fenomeni naturali che avvengono e che potrebbe in futuro costituire le basi di un sistema di allarme sismico.

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