I dilemmi etici dei veicoli con auto-guida.

Consideriamo questa ipotetica situazione: ci troviamo in un futuro prossimo e state percorrendo un’autostrada a bordo di una macchina dotata di auto-guida. Vi trovate in questo momento chiuso da veicoli in ogni lato. Improvvisamente un oggetto pesante cade dal camion che viaggia davanti a voi. La vostra auto non è in grado di fermarsi in tempo per evitare la collisione e deve prendere una decisione: rimanere nella propria corsia e colpire l’oggetto, virare a sinistra ed urtare così un SUV o virare a destra e colpire così una moto. La vostra auto dovrebbe dare priorità alla vostra sicurezza e decidere di virare verso la moto, dovrebbe minimizzare i danni ad altre persone e proseguire nella sua corsia anche se significa colpire un oggetto pesante in pieno e sacrificare possibilmente la vostra vita, o scegliere una via di mezzo e virare verso il SUV, nel quale il livello di sicurezza dei suoi passeggeri è elevato. Cosa dovrebbe fare il veicolo dotato di auto-guida? Questo video di Ted-Ed parla dei dilemmi morali che derivano dalla possibilità di veicoli con auto-guida.

Se, come succede oggi, al posto dell’auto-guida fossimo noi a guidare l’auto, in qualsiasi modo decidessimo di reagire sarebbe semplicemente intesa come tale: una reazione e non una decisione volontaria. Con molta probabilità sarebbe una reazione istintiva dettata dal panico e prima di premeditazione o malizia. In un’auto con auto-guida nella quale il programmatore ha configurato nella macchina di prendere decisioni di un certo tipo si predisporrebbe una situazione simile all’omicidio premeditato.

Bisogna comunque ammettere che la prospettiva di un futuro dotato di macchine con auto-guida dovrebbe ridurre di molto il numero di incidenti stradali e le conseguenti vittime, riducendo la componente dell’errore umano nella guida. Altri benefici che deriverebbero da questi sistemi comprendono una diminuzione del traffico, una ridotta emissione nocive e la minimizzazione del tempo stressante e poco produttivo passato alla guida. Gli incidenti però potranno comunque accadere e qualora questo avvenisse gli esiti dei loro danni potrebbero essere stati determinati con mesi o anni d’anticipo dai programmatori e le autorità, i quali si troverebbero a dover prendere decisioni difficili.

Un metodo interessante consiste nello stabilire principi di base ai quali attenersi come minimizzare i danni, ma anche così si potrebbe comunque arrivare a decisioni moralmente discutibili. Ritorniamo ad esempio allo stesso esempio di prima, ma ora alla vostra sinistra si trova un motociclista che indossa il casco ed alla vostra destra un motociclista senza casco. Verso quale dei due la macchina dovrebbe decidere di sterzare? Se la risposta è il motociclista con il casco perchè ha più probabilità di sopravvivere in questo modo però non verrebbe penalizzato il comportamento responsabile che ha tenuto? Se invece fosse programmata per virare verso il motociclista senza casco poiché ha tenuto un comportamento irresponsabile allora si sarebbe infranto il principio iniziale di minimizzare i danni e la macchina auto-guida starebbe così imponendo una sua giustizia.

A questo punto le considerazioni etiche diventano anche più complicate, in entrambe i casi il programma di base funzionerebbe come un algoritmo di mira che predilige o esclude sistematicamente quale tipo di oggetto colpire. I conducenti dei veicoli presi di mira soffriranno le conseguenze dell’algoritmo della nostra macchina auto-guidata senza avere alcuna colpa. Le nostre tecnologie ci pongono continuamente nuovi dilemmi etici. Ad esempio quale auto preferireste comprare se poteste scegliere tra un’auto che minimizza i danni a tutti i costi e una che come priorità ha quella di preservare la vostra vita? Cosa succederebbe poi se le auto cominciassero anche ad analizzare e prendere in considerazione nelle loro decisioni gli aspetti specifici degli individui che conducono le vetture coinvolte? Si potrebbe dire che in casi simili una decisione casuale sarebbe in ogni caso migliore di una predeterminata? Inoltre chi dovrebbe essere colui che prende decisioni simili: i programmatori, le aziende o i governi?

Anche se nella realtà non dovesse mai verificarsi una situazione identica al nostro esempio, ma questo non ha importanza in quanto si tratta solamente di un esempio atto a mettere sotto analisi le nostre intuizioni etiche, proprio come avviene per gli esperimenti scientifici per il mondo fisico. Identificare ora questi dilemmi morali ci aiuterà in futuro a percorre le strade sconosciute dell’etica dettata dalle nuove tecnologie e ci permetterà di dirigerci con fiducia e coscienza verso un mondo nuovo.

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