“Bolle di grafene” esibiscono diversi colori

Le possibili applicazioni del grafene sembrano non finire mai. Ricercatori dell’Università di Delft, in Olanda, in collaborazione con la compagnia Graphenea SA, in Spagna, hanno scoperto una nuova proprietà del grafene che potrebbe essere sfruttata per realizzare pixels meccanici, il lavoro è stato recentemente pubblicato sulla rivista Nano Letters. In un substrato di silicone sono stati realizzati fori circolari del diametro di 10 µm, su tale substrato è stata depositata una membrana composta da un doppio strato di grafene (dello spessore di due atomi), tramite deposizione fisica da vapore (CVD). I ricercatori hanno notato che quando la pressione nel foro è differente dalla pressione esteriore, nello strato di grafene che lo ricopre si formano degli anelli di Newton (cioè quegli anelli di differente colore che si formano, ad esempio, in una bolla di sapone). In pratica, variando la pressione la membrana si deforma generando diversi colori (dal blu al rosso). Il cambio di colore deriva dall’interferenza fra la luce riflessa dal fondo della cavità e quella riflessa dalla membrana. Tali onde riflesse interferiscono costruttivamente o distruttivamente in base alla posizione della membrana, in modo tale che alcune lunghezze d’onda dello spettro della luce bianca vengono intensificate mentre altre vengono attenuate, generando così diversi colori. Questo fenomeno, oltre ad essere impiegato come semplice metodo di caratterizzazione colorimetrica del grafene in sospensione (che trova numerose applicazioni, come, ad esempio, nei sensori meccanici), fornisce anche un mezzo per implementare la tecnologia dei display passivi, cioè schermi a modulazione interferometrica (IMOD) che non necessitano di retroilluminazione e consentono un alto risparmio energetico.
Maggiori info su Phys.org


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