Acqua potabile grazie al grafene

 
Il grafene è un materiale versatile, che conduce calore ed elettricità velocemente e con efficienza. Le sue peculiari proprietà lo rendono idoneo per un numero sempre maggiore di applicazioni a cui, ora, si aggiunge la potabilizzazione dell’acqua. Ricercatori dell’Università di Washington hanno realizzato un materiale composito formato da nanocellulosa batterica (BNC) e ossido di grafene che può essere utilizzato in regioni ampiamente soleggiate per ottenere acqua potabile. Tale materiale è composto da due strati: uno superficiale con il grafene inglobato nella nanocellulosa, mentre il sottostante strato è composto solo da BNC. L’acqua, passando attraverso i pori della nanocellulosa, raggiunge lo strato superficiale dove il grafene, irradiato dal sole, genera calore producendo l’evaporazione dell’acqua ed ottenendo così acqua pulita che può essere facilmente raccolta. Il materiale composito è stato ottenuto utilizzando batteri (Gluconacetobacter hansenii) che sintetizzano nanofibre di cellulosa a partire dal destrosio, le quali, una volta secrete, si autoassemblano nel terreno di coltura. Aggiungendo l’ossido di grafene al terreno di coltura i ricercatori sono riusciti ad inglobarlo nella nanocellulosa prodotta dai batteri formando così lo strato superficiale, in seguito introducendo nuovo terreno di coltura senza il grafene si produce il secondo strato di nanocellulosa.
Maggiori info su phys.org, mentre la ricerca è stata pubblicata su Advanced Materials.



 

Be the first to comment on "Acqua potabile grazie al grafene"

Leave a comment

Your email address will not be published.