Il talco è pericoloso?

Una recente sentenza di un tribunale statunitense ha condannato la Johnson&Johnson a risarcire una donna che aveva fatto uso di talco per decenni, perché potrebbe essere stato la causa di cancro alle ovaie. Ma cosa dicono le ricerche scientifiche? Un articolo su Scientific American ci spiega come i dati attualmente in nostro possesso siano controversi. In prima battuta, sembrerebbe come la potenziale carcinogenicità del talco sia legata alla presenza di fibre di asbesto, ma è dal 1970 che i talchi prodotti negli Stati Uniti sono asbesto-free. Studi effettuati sui minatori di talco non mostrano alcun aumento della frequenza di tumori ai polmoni, suggerendo l’inoffensività di questo materiale. Per quello che riguarda invece i tumori alle ovaie in donne che usano frequentemente il talco, i risultati delle ricerche sono abbastanza contraddittori, dipendendo dal tipo di studio fatto e dal numero di soggetti presi in considerazione. In uno studio caso-controllo, quello utilizzato nel processo, si è visto come l’uso del talco sembra essere collegato con un aumento di incidenza di cancro alle ovaie. Altri due studi, invece, di tipo “coorte”, non vedono questo tipo di associazione. Per una rigorosa dimostrazione sarebbe necessario uno studio clinico “randomizzato”, ma problemi etici ne impediscono la realizzazione (vorrebbe dire esporre un certo numero di donne a un potenziale agente cancerogeno). In ogni caso il talco è stato categorizzato come “potenziale agente cancerogeno” dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), insieme a sostanze come il caffè o l’aloe. Nel dubbio, conviene forse non usarlo.

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