Perchè cuciniamo?

In tutto il mondo le persone celebrano molte feste per motivi molto diversi, ma una cosa che spesso accomuna queste celebrazioni è il fatto di ritrovarsi con amici e parenti a mangiare. Il fatto di stare in comunità a mangiare non è una cosa unica per l’uomo, ma il fatto di cucinare il cibo lo è, come ci introduce questo video di it’s Okay to be smart.

L’antropologo Claude Levi-Strauss affermò che il cucinare ha stabilito la vera differenza tra uomini e animali. Mentre Levi-Strauss si riferiva più all’aspetto sociale e tecnologico del cucinare la sua affermazione può essere considerata corretta anche per una ragione legata alla biologia e all’evoluzione dell’uomo. Un altro sostenitore di questa teoria è il professore di antropologia Richard Wrangham (e autore del libro “L’intelligenza del fuoco: L’invenzione della cottura e l’evoluzione dell’uomo”)che sostiene che la cucina abbia permesso la transizione evolutiva da proscimmie all’uomo moderno permettendoci di nutrire il nostro cervello in crescita e permettendoci di avere molto tempo libero.

Il successo della nostra evoluzione è dovuto principalmente al nostro straordinario cervello che contiene fino a 100 miliardi di neuroni che ci permettono di sviluppare linguaggi, creatività e curiosità. Il costo di tutto questo è che il nostro cervello utilizza fino ad 1/5 delle calorie che ingeriamo in tutto. Rispetto al nostro corpo il nostro cervello è enorme, abbiamo uno dei rapporti più alti tra il peso del cervello ed il peso corporeo (circa 1:40). I gorilla, alcuni dei nostri cugini più vicini evolutivamente, hanno un corpo fino a 3 volte più grande del nostro, ma il loro cervello ha solamente un terzo dei neuroni del nostro.

Si stima che un gorilla, per poter sviluppare un cervello grande quanto il nostro dovrebbe aggiungere circa 700 calorie alla sua dieta quotidiana. I gorilla tuttavia impiegano già l’80% del loro tempo diurno a mangiare, soprattutto foglie e frutta cruda. Gli scimpanzé, altri cugini molto prossimi, spendono 50% del loro tempo a mangiare, mentre noi arriviamo ad impiegare solamente il 5%. I gorilla e gli scimpanzé hanno forse più in comune con ominidi quali l’australopiteco che non con noi. Sia i gorilla che gli scimpanzé hanno mascelle e denti enormi e creste ossee alle quali si attaccano grandi muscoli per la masticazione, tutti adattamenti ad una dieta che consiste principalmente di piante dure e fibrose.

Molti di questi tratti sono presenti anche nell’australopiteco, poi qualcosa è successo, all’incirca 1,8 milioni di anni fa: le dimensioni del cervello e del corpo sono duplicate arrivando all’homo erectus. In questo periodo dev’essere successo qualcosa che ha permesso agli ominidi di ricavare molte più calorie dal cibo. Parte di questo ha a che fare con l’abitudine di cacciare in gruppo anche grandi animali nonché lo sviluppo di strumenti che hanno permesso all’uomo di tagliare la carne dalle carcasse degli animali e romperne le ossa per accedere al midollo osseo, molto ricco di calorie. I primi individui di homo erectus mangiavano carne quando potevano, ma principalmente mangiavano ancora piante dove la cottura ha fatto un’enorme differenza.

Con la cottura delle piante le loro pareti cellulare, che noi non possiamo digerire, si rompono, rilasciandone i nutrienti. Inoltre le proteine si denaturano facilitandone la digestione ed inattivando eventuali tossine. Non è ancora stata trovata tuttavia la prova definitiva che l’homo erectus potesse utilizzare il fuoco 1,8 milioni di anni fa, poiché i legno bruciato non fossilizza molto bene, inoltre non vi sono molti fossili di quell’epoca. Ma il cucinare non implica solamente l’utilizzo del fuoco: potrebbe voler dire romperlo in pezzi più digeribili, preservarlo e discioglierlo con il sale, tagliarlo a pezzi e farlo essiccare al sole, spremerlo in una succo facilmente digeribile o anche farlo fermentare.

Il dover utilizzare meno tempo per mangiare ha lasciato ai nostri antenati più tempo per sviluppare linguaggi, creare oggetti e utensili. Gli scimpanzé mangiano il cibo dove lo trovano e non hanno problemi a rubarlo da altri simili, ma con l’arrivo della cucina i nostri antenati hanno incentrato l’atto di mangiare ad un luogo specifico, il che significa che hanno dovuto rafforzare i loro legami sociali e di cooperazione. Forse il fatto di cucinare ci ha aiutato ad evolverci come specie sociale. Il miglioramento della dieta avrebbe permesso una maggiore sopravvivenza dei giovani ed una maggiore longevità. In definitiva è importante ricordare che il fatto di cucinare insieme ha avuto un ruolo determinante nel fare degli uomini quello che sono oggi.

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