Perché gli animali spazzini non si ammalano?

Quando un animale muore e le sue difese immunitarie smettono di funzionare, in pochi minuti diversi organismi decompositori cominciano a nutrirsi del cadavere. Per evitare di essere a loro volta mangiati da altri carnivori che potrebbero mangiare il cadavere nel quale questi organismi proliferano, alcuni di questi organismi decompositori sono in grado di produrre tossine spesso fatali per i grandi animali anche in piccole dosi, come l’antrace o il botulino. Tuttavia molti animali spazzini sono in grado di nutrirsi di cadaveri in decomposizione senza poi soffrire alcuna conseguenza, questo video di MinuteEarth spiega alcuni dei meccanismi usati da questi animali per difendersi da queste tossine.

Un primo meccanismo usato dagli animali spazzini per evitare di ammalarsi è il controllo di qualità. Volpi e lupi preferiscono nutrirsi di animali deceduti perché uccisi da altri predatori e non da malattie, sebbene ancora non sia chiaro come riescano a fare queste distinzioni. Inoltre le iene, nonostante la loro reputazione, preferiscono in realtà cibarsi di carne fresca, minimizzando il loro contatto con i microbi. Tuttavia, a volte l’unico cibo disponibile è carne altamente putrefatta ed alcuni animali spazzini, come avvoltoi o scarafaggi, cercano questo tipo di cibo che è più facile trovare, digerire e proteggere. Per combattere i microrganismi che proliferano nei cadaveri di altri animali, gli scarabei ricoprono le carcasse con una sostanza antimicrobica prima di mangiarla.

Altri animali spazzini usano un sistema antimicrobico che si attiva dopo il pasto, ad esempio gli avvoltoi producono acidi nello stomaco dieci volte più potenti dei nostri, in grado di corrodere anche l’acciaio, oltre che ai microrganismi. Tuttavia alcuni patogeni, tra i quali quelli che causano botulismo e tetano, resistono a queste condizioni e arrivano all’intestino. Non è chiaro quindi, come gli avvoltoi resistano ai primi incontri con questi organismi, ma è chiaro che il loro sistema immunitario diventa più resistente con l’accumularsi di questi incontri, producendo sempre più anticorpi contro le tossine prodotte da questi microrganismi. Un altro fattore che aumenta l’immunità degli animali spazzini è la loro vita sociale. Sia le iene che i leoni sono in grado di trasmettersi piccole dosi di germi quando fanno la toletta reciproca, attività che aiuta a costruire l’immunità del gruppo.

Anche gli uomini abbiamo sviluppato un tipo di immunità di gruppo che ci permette di resistere a diverse malattie: la vaccinazione. Ancora però non siamo in grado di diventare immuni al botulismo, potremmo pertanto imparare ancora qualcosa dagli animali spazzini.

2 Comments on "Perché gli animali spazzini non si ammalano?"

  1. Elia Magrinelli | 1 Novembre 2015 at 23:02 |

    Cara Valentina,
    Grazie della segnalazione. Per quanto riguarda la produzione di botulismo e tetano non sono gli animali in via di decomposizione a produrre queste tossine, ma i microrganismi decompositori che crescono sui loro cadaveri e produrre queste tossine, rendendo il cadavere nel quale stanno proliferando pericoloso per essere mangiato da altri animali questi microorganismi hanno più possibilità di proliferare.

  2. Valentina | 28 Ottobre 2015 at 10:18 |

    Non mi quadra l’affermazione presente secondo la quale siano gli animali in via di decomposizione a produrre botulino e antrace. Sicuri che questi bacilli vengano prodotti da cadaveri?!
    Ci sono inoltre un po’ di errori grammaticali (concordanza soggetto-verbo).
    Articolo interessante, ma potrebbe essere più curato.

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