I futuri touchscreen probabilmente funzioneranno senza “touch”.

I dispositivi portatili come tablet e smartphone devono parte del loro successo allo sviluppo di touchscreen sempre più efficienti. Nonostante i progressi, questo tipo di schermo possiede dei difetti intrinseci difficilmente superabili: usura meccanica nel tempo e, soprattutto, è una via di trasmissione per batteri e virus. L’ultimo caso è particolarmente rilevante per gli schermi tattili di bancomat o biglietterie automatiche.
Un gruppo di ricerca del Max Planck Institute for Solid State Research è riuscito a realizzare un dispositivo touchless con un tempo di reazione di pochi millisecondi basato sulla variazione locale di umidità. In pratica il materiale che compone lo schermo reagisce alle molecole di acqua liberate dai pori sudoriferi dell’epidermide quando il dito passa davanti al dispositivo.
Il dispositivo è composto da nanostrati periodici di diversi materiali con differenti indici di rifrazione i quali determinano l’interferenza costruttiva o distruttiva e quindi il passaggio o meno di una radaiazione elettromagnetica (semplice descrizione di un cristallo fotonico 1D). Nanostrati di nanoparticelle di biossido di silice (SiO2) e biossido di titanio (TiO2), che forniscono il diverso indice di rifrazione richiesto, sono alternati a strati di fosfato di antimonio che servono da sensori dell’umidità. Questo materiale è un solido cristallino già conosciuto per la sua capacità di assorbire acqua che porta ad un incremento del volume ed aumento della conduzione elettrica. Il film nanostrutturato permette di ottenere un dispositivo in grado di cambiare le sue proprietà ottiche ed elettriche in risposta ad uno stimolo esterno.
Ovviamente questa tecnologia è ancora alle prime fasi di studio, ci sono molti problemi da risolvere, come realizzare uno strato protettivo ad agenti chimichi e atmosferici che resti però permeabile alle molecole d’acqua. Oppure regolare la sensibilità del dispositivo alle variazioni ambientali dell’umidità. Comunque, una volta superati i vari ostacoli, un suo futuro impiego non appare irrealizzabile anche perchè è fra le tecnologie “contactless” più facilmente integrabile nei dispositivi attuali.
Maggiori info su phys.org, il lavoro è stato pubblicato nella rivista Advanced Materials.      


Be the first to comment on "I futuri touchscreen probabilmente funzioneranno senza “touch”."

Leave a comment

Your email address will not be published.