Le fasi di sgancio e di rientro di Soyuz dall’ISS

Come avviene il rientro di Soyuz dalla stazione spaziale internazionale(ISS) che orbita a 400km di altitudine ad una velocità 28000km/h? Il viaggio di ritorno è un processo complicato che dura 3h30′. In questo video dell’ESA, Franck de Winne e Paolo Nespoli raccontano l’esperienza di rientro che hanno vissuto in prima persona durante la loro carriera mentre vengono spiegate in un dettagliato riassunto tutte le fasi di questa procedura.

Il luogo di atterraggio di Soyuz, che ha il compito di riportare 3 astronauti a terra, è nel territorio del Kazakistan. Il luogo preciso viene scelto dal personale di terra dell’ESA e preparato in modo adeguato per renderlo privo di ostacoli. Deciso il luogo di rientro si calcola la traiettoria di rientro e l’equipaggio comincia una settimana di addestramento alle procedure di rientro in base alle informazioni raccolte. Arrivato il momento del distacco gli astronauti che devono rientrare indossano le tute apposite ed entrano nel modulo di rientro, nel quale resteranno per tutta la durata della discesa.

Esistono due tipologie di rilascio di Soyuz, in base a quale delle due porte si è attraccato il modulo. Se è attaccata alla porta laterale, la capsula viene rilasciata dalla ISS senza che questa cambi posizione, dopodiché Soyuz entra in una orbita inferiore all’ISS. Nel caso il distacco avvenga dalla porta sottostante, l’ISS cambia posizione e rilascia il modulo spingendolo in avanti rispetto la sua traiettoria. Soyuz entra quindi in un’orbita superiore. In entrambe i casi, quando dopo una rivoluzione le due orbite si incrociano di nuovo, SSI e Soyuz, avendo percorso a diverse velocità non potranno mai scontrarsi. la procedura di distacco avviene tramite il rilascio dei ganci meccanici che tengono le due componenti unite.

Soyuz e l’ISS si separano grazie all’azione di molle meccaniche per evitare l’utilizzo dei propulsori troppo vicino all’ISS. Solo in seguito i motori si accendono 15 secondi per allontanare ulteriormente ISS e Soyuz. Una parte molto critica è quella del “Deorbit Burn”, durante la quale i motori si accendono per decelerare il modulo ad una velocità di circa 120m/s, in grado di far rientrare il modulo. Una decelerazione insufficiente può fare rimbalzare il modulo sull’atmosfera. Una decelerazione eccessiva può fare rientrare il modulo troppo perpendicolare all’atmosfera, facendo sì che l’attrito superi di molto i 2000°C previsti portando a eventuali danni per il modulo. Questa decelerazione dura 4′ 45”. Quindi a 140km di altitudine il Soyuz si separa in tre parti, delle quali solo il modulo di rientro resisterà all’impatto con l’atmosfera, gli altri due si disintegreranno.

Questa separazione avviene tramite l’esplosione programmata di bulloni esplosivi. Il modulo di rientro è dotato di rivestimenti in grado di resistere alte temperature e di uno scudo termico frontale. Il percorso di rientro può essere corretto in parte tramite la rotazione del modulo, che permette di discendere o ascendere per mantenere la traiettoria. Durante questo rientro, l’equipaggio arriva a subire un massimo di 4g di forza(4 volte superiore alla forza di attrazione terrestre). Una seconda procedura di rientro di emergenza, chiamata procedura balistica, prevede la continua rotazione del modulo con una procedura di rientro più ripida, durante la quale l’equipaggio deve sopportare fino a 9g. All’altitudine di 10.5km la velocità è ora di 800km/h, dai 28000km/h iniziali, a questo punto viene espulso un primo paracadute, seguito dal paracadute principale a 8.5 km di altitudine, largo 100m^2. Ora la discesa è più dolce, a 5.5km vengono espulsi gli scudi termici assieme a buona parte delle riserve di carburante ed ossigeno, per evitare esplosioni all’impatto col suolo.

A solo 70cm dal suolo si accendono i retrorazzi nascosti sotto lo scudo termico, diminuendo la velocità di discesa a 5km/h. Una volta avvenuta la discesa i soccorsi arrivano in breve tempo aiutando l’equipaggio a uscire e tornare alle loro famiglie.

Be the first to comment on "Le fasi di sgancio e di rientro di Soyuz dall’ISS"

Leave a comment

Your email address will not be published.