Siamo davvero al 99% scimpanzé?

Forse avrete sentito dire che noi umani condividiamo il 50% del nostro DNA con le banane, l’80% con i cani e ben il 99% con gli scimpanzé. Detta in questo modo sembrerebbe che prendendo una cellula umana e una cellula di scimpanzé, estraendone i cromosomi, ovvero le strutture che contengono il DNA, per poi svolgerli e leggerli come un unico papiro gli errori di lettura tra le due specie ammonterebbero solamente all’1%. Il canale MinuteEarth spiega in un breve video quanto la realtà sia distante da quest’interpretazione.

In realtà, il DNA di uomo e scimpanzé non coincidono con questo livello di precisione. Durante i 6-8 milioni di anni nei quali le due specie si sono divise da loro ultimo comune antenato, una serie di mutazioni casuali e la selezione naturale hanno cambiato il genoma nostro e degli scimpanzé in un modo unico e radicale. Due cromosomi si sono fusi assieme nell’uomo; possediamo infatti 23 paia di cromosomi, mentre gli scimpanzé ne hanno 24 paia.

Inoltre, si sono verificate una serie di duplicazioni di parti intere di DNA e delezioni di altre. In alcuni casi parti di DNA sono rimaste immutate, ma si sono spezzettate ed inserite in punti diversi, altre si sono invertite o semplicemente alcune lettere sono state sostituite da altre. Quando i ricercatori hanno confrontato i genomi, ovvero le intere sequenze di DNA, di uomo e scimpanzé è stato facile identificare le modifiche alle singole lettere, ma è stato meno facile confrontare le grosse differenze delle sequenze di DNA. Ad esempio, se una sequenza di 1000 lettere di DNA è presente due volte nell’uomo e una nello scimpanzé, questo conta come un errore solo o 1000.

Lo stesso problema si presenta quando due sezioni sono identiche nell’uomo e nello scimpanzé, ma in posti diversi, al contrario o spezzettate in più parti. Escludendo dai due genomi tutte queste sezioni di DNA che non corrispondono, un totale di 1.3 miliardi di lettere di DNA, solo allora confrontando lettera per lettera il genoma di uomo e scimpanzé rimanenti, 2.4 miliardi di lettere, si ottiene una corrispondenza del 98,77%.

Effettivamente condividiamo il 99% di DNA con gli scimpanzé, solo se escludiamo il 18% di DNA degli scimpanzé° ed il 25% di DNA nostro che non combaciano. Oltretutto, non è la quantità di modifiche nel DNA a determinare la differenza di due individui. Piccole modifiche nel DNA possono sia portare grosse differenze nel risultato finale sia nessuna modifica, tutto dipende da dove agiscono e che tipo di modifiche sono.

Questo, però, non vuol dire che non possiamo capire nulla confrontando due diversi genomi. Il DNA contiene memorie evolutive delle correlazioni genetiche esistenti tra tutti gli organismi. Studiando questi dati in modo approfondito siamo riusciti a allargare le nostre conoscenze sulle relazioni evolutive tra tutti gli organismi viventi, un compito che abbiamo iniziato molto prima di essere capaci di leggere un genoma. Infine, forse non siamo effettivamente scimpanzé al 99%, ma siamo decisamente 100% delle grandi scimmie, e forse un po’ anche banane.

1 Comment on "Siamo davvero al 99% scimpanzé?"

  1. Sonia Magnabosco | 4 Agosto 2016 at 11:16 |

    Articolo molto didattico ed interessante che permette, anche a chi ha una formazione scientifica come me, di poter spiegare meglio (ai miei studenti, per esempio…) cosa significhi essere per il 50% banana, senza “bananizzare” l’argomento… 😉

    Grazie della chiarezza e degli spunti didattici!

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