Nanocubi per test clinici più sensibili

Il tumore alla prostata è la seconda causa di morte per cancro fra gli uomini. L’esame del PSA (Antigene prostatico specifico) è un test divenuto di routine negli ultimi anni che permette di valutare lo stato della ghiandola prostatica misurando i livelli di questa molecola (uno degli indicatori di carcinoma della prostata), prodotta dalle cellule della ghiandola. La sensibilità di questo test non permette di misurare lievi variazioni nei livelli di questa molecola e valutare la presenza di un esiguo numero di cellule tumorali, per questo è alto il rischio di falsi negativi che nel caso del cancro alla prostata implicano una imprevista ricomparsa della malattia.
In questo tipo di test viene utilizzata la perossidasi estratta dalla radici di rafano (HRP) che permette di quantificare la concentrazione dell’antigene complessato all’anticorpo tramite chemiluminescenza (l’enzima in presenza del substrato forma un intermedio altamente instabile che si decompone in una specie in uno stato elettronicamente eccitato che emette luce nel suo ritorno allo stato fondamentale). Ricercatori della Michigan Technological University hanno sviluppato un nuovo catalizzatore che mima l’azione della perossidasi: hanno sintetizzato core-shell nanocubi di palladio-iridio. In pratica utilizzando la tecnica di crescita mediata da seme (seed-mediated growth), nanocubi di palladio (18 nm) sono stati utilizzati come semi su cui è stato formato un involucro di iridio, tramite questo processo è stato possibile dare forma ai nanocristalli di iridio ottenendo nanostrutture con una costante catalitica 20 volte superiore ai soli nanocubi di Pd e 400 volte superiore al HRP. Tali nanocubi permetterebbero la realizzazione di test più sensibili (è stato dimostrato un limite di rilevazione dell’antigene PSA 110 volte inferiore rispetto al convenzionale test basato su HRP), inoltre la loro straordinaria attività catalitica potrebbe risultare utile in altri processi come l’abbattimento dei rifiuti tossici industriali, ad esempio i fenoli, in sostanze innocue. Maggiori info su phys.org, mentre il lavoro è stato pubblicato pubblicato su ACS Nano
 


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