Materia oscura sempre meno enigmatica

 
I recenti studi condotti dal satellite ESA Planck, sembrano dimostrare in maniera inequivocabile che solo il 20% dell’Universo è costituito dalla materia ordinaria, quella con la quale abbiamo a che fare ogni giorno.
Il resto è costituito da energia e materia oscura, le quali, però, devono il loro nome proprio al fatto che non possono essere rilevate con metodi “classici”. Ad esempio la materia oscura non assorbe né riflette alcun tipo di radiazione elettromagnetica.
Un modo per scovarla però c’è ed è quello di utilizzare le deformazioni che la sua massa apporta allo spazio-tempo, come previsto dalla teoria della relatività: e quindi un gruppo di ricercatori, utilizzando dati raccolti durante la Dark Energy Survey (DES) è riuscito a mettere in relazione la distribuzione delle galassie con quella della distribuzione di massa, misurata anche grazie al cosiddetto effetto di “weak lensing”, ovvero la debole deformazione di un oggetto posto dietro un massa tanto grande da deformare lo spazio-tempo, deviando la luce.
Leggi l’articolo su Physical Review Letters.
  
credits: ESA/ATG Medialab
 


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