Nuova luce sulla patogenesi dell’aterosclerosi

Immagine schematica che mostra l’ispessimento delle arterie e l’alterazione del flusso sanguigno causati dalle placche aterosclerotiche

La rottura di una placca aterosclerotica può causare conseguenze gravissime come l’infarto e l’ictus. Un nuovo studio pubblicato sulla rivista Nature Medicine ha svelato che alcuni assunti sulla patogenesi dell’aterosclerosi sono incompleti se non addirittura sbagliati. Finora infatti si pensava che le cellule muscolari lisce, che si trovano nelle pareti dei vasi e permettono loro di contrarsi, giocassero un ruolo protettivo nei confronti della rottura delle placche, contenendole e stabilizzandole. Secondo le nuove evidenze invece, non solo il numero di queste cellule all’interno delle placche è molto più elevato di quello che si pensava finora (la sottostima sarebbe dovuta al fatto che esse si “camuffano” modificando l’espressione di proteine comunemente utilizzate per identificarle) ma il loro ruolo è molto più complesso. Queste cellule potrebbero addirittura avere un ruolo negativo nella formazione delle placche. Queste nuove scoperte suggeriscono nuove domande e aprono nuove possibilità riguardo agli approcci terapeutici.
Per saperne di più, leggi la notizia su Science Daily.


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