Rosetta ed i cambiamenti delle comete

Media-INAF

La missione Rosetta è stata ideata per farci comprendere l’origine e l’evoluzione delle comete, utilizzando la 67P Churyumov-Gerasimenko come campione, così come la Stele di Rosetta ci ha permesso di fare con i geroglifici grazie ad un testo ben definito.
E dopo circa un anno di inseguimento della cometa i primi risultati generali iniziano ad arrivare. In un articolo apparso su Nature, si investiga la presenza dei “pozzi” sulla superficie, come origine delle zone attive.
In particolare la profondità di questi pozzi è direttamente proporzionale alla loro attività, probabilmente perché il pozzo si inizia a formare dal sottosuolo, grazie agli elementi volatili presenti, fino al crollo della superficie che fa da tappo.
A quel punto il pozzo diventa sempre meno profondo erodendo la superficie. Per questo motivo comete “giovani” come la 67P mostrano una superficie meno levigata rispetto a comete con più passaggi nel Sistema Solare interno, come ad esempio Wild2 e Temple1.


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