Piccoli tesori: il futuro delle nanoparticelle d’oro

L’oro è stato usato dall’uomo in maggior parte per creare gioielli e lingotti. Tutt’oggi la maggior parte dell’oro è usato per questi scopi, ma recentemente si è aggiunto un nuovo uso in diversi ambiti scientifici. Quando ha dimensioni dimensioni apprezzabili, l’oro è chimicamente poco attivo, non reagisce nemmeno in presenza di ossigeno, un fortissimo agente ossidante.

Alle dimensioni di nanometri l’oro è molto facile da manipolare attaccandovi diverse molecole che possono convogliare farmaci all’interno del corpo. Una tecnica sviluppata in quest’ambito prevede di attaccare degli anticorpi specifici, ad esempio in grado di riconoscere e legare dei tumori, in modo da convogliare chemioterapici alle cellule tumorali, oppure per uccidere le cellule tumorali tramite il calore; infatti, le particelle d’oro possono essere stimolate facendone oscillare gli elettroni. Ottenendo un’oscillazione armonica il calore sviluppato può uccidere le cellule tumorali.

Ulteriori utilizzi tecnologici per le piccole particelle d’oro attualmente in studio prevedono di usare particelle di diverse dimensioni in grado di assorbire diverse lunghezze d’onda di luce, il che potrebbe permettere di creare cellule fotovoltaiche più efficienti. Infine, particelle che contengono anche solamente una manciata di atomi d’oro hanno un grande potere catalitico che può essere sfruttato per ripulire aria ed acqua.

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