Scrittura

Da cosa nasce il bisogno di comunicare la scienza

Di Umberto M. Meotto – La diffusione continua di innovazioni, per mano delle moderne tecnologie, sta cambiando il mondo nel quale viviamo molto più rapidamente della capacità che abbiamo di adattarci come specie; questo conflitto “evolutivo” si traduce spesso in un’avversione nei confronti della scienza. E’ quindi necessario uno sforzo aggiuntivo da parte di chi possiede una determinata conoscenza affinché la renda fruibile da tutti, poiché un’arricchimento culturare della collettività è possibile solo se in precedenza vi è stata una condivisione del sapere.


Figura 1 - Informazione, conoscenza e teoria del complotto.

Divulgazione scientifica, una missione adatta solo a chi ha pazienza

Di Angelo Zinzi – Anche grazie ai social network sempre più spesso chi della ricerca scientifica ne fa un mestiere prova a trasmettere la propria passione a chi è fuori da questo mondo. Non sempre però gli effetti sono quelli desiderati e capita di trovarsi di fronte a scontri personali tra chi difende a spada tratta la scienza e chi, invece, insinua il dubbio. Il problema principale nel quale si imbatte il ricercatore che si avvicina per la prima volta alla divulgazione è la naturale tendenza a dare per scontata una serie di cose che scontate non sono per “l’uomo della strada”: chi fa scienza sa accedere a risorse e dati non alla portata di tutti, e sa anche maneggiarli e combinarli in modo da trovare i collegamenti poco evidenti che li uniscono. Per rendere la conoscenza scientifica accessibile a tutti è perciò indispensabile armarsi di pazienza e specificare quanti più dettagli possibile, senza dimenticare che chi fa domande vuole imparare e merita di essere accompagnato, anche per mano, sulla strada della conoscenza.


Per definizione

Di Luca Granieri – Gli aspetti che distinguono il discorso scientifico da quello comune sono tanti e variegati. Uno di questi è senz’altro il problema della definizione. Mentre nella vita di tutti i giorni possiamo permetterci di lasciare il nostro discorso più o meno sul vago, nel fare scienza occorre circoscrivere accuratamente i termini del discorso, definendo in modo rigoroso gli oggetti di cui ci si occupa in modo che tutti sappiano con precisione di cosa si stia parlando. E il problema di definire rigorosamente i termini scientifici non è per niente banale.


Un messaggio di Piero Angela per AIRIcerca

Riceviamo con orgoglio e pubblichiamo un messaggio di sostegno da parte di Piero Angela, capostipite dei divulgatori scientifici in Italia ed esempio per tutti noi di rigore e onesta’ intellettuale…


AIRInforma: verso un “racconto chiaro e comprensibile”

Di Silvia Licciulli – “La scienza ha questo di bello: che unisce le generazioni, perché le regole non cambiano, come le mode, da una generazione all’altra, ed è un percorso di conoscenza lungo il quale tutti possono inoltrarsi, a condizione, naturalmente, che il racconto sia fatto in modo chiaro e comprensibile” (da Viaggio nella Scienza, vol. 1: L’Universo, Rai Trade, 2009).

Inizio questo editoriale citando Piero Angela, un grande divulgatore italiano che mi ha fatto appassionare alla biologia fin da quando ero bambina e mi ha fatto per primo apprezzare l’importanza dell’educazione scientifica. Grazie al vostro entusiasmo e alla vostra crescente partecipazione l’ultimo trimestre ha segnato una crescita importante nell’impegno di AIRInforma verso un racconto “chiaro e comprensibile” della ricerca in Italia e nel mondo.


Il Poster del Progetto AIRInforma

Di Federico Forneris – Negli ultimi anni la comunità scientifica internazionale sta rivolgendo sempre maggiore attenzione alle attività di divulgazione, infatti all’interno di convegni spesso vi sono sessioni dedicate alle attività di divulgazione e i loro risvolti. Nell’ambito del convegno annuale dell’European Geological Union (EGU) nella sessione dedicata alla comunicazione scientifica abbiamo presentato Il nostro primo poster, “The AIRInforma experiment: peer-reviewed public dissemination of science in Italy”.


Studenti ghanesi sperimentano eBook di Worldreader

eBooks, libri digitali ed ePubs: cosa leggiamo e come possiamo utilizzarli nei contesti educativi

Di Enrico Bocciolesi – Negli ultimi anni si è parlato molto di eBook come antagonista dei libri cartacei, purtroppo questo perde di vista le caratteristiche positive dei libri digitali. Numerosi sono i casi in cui la le funzionalità degli ebook, le possibilità di utilizzo ed applicazione sono misconosciute. La diffusione di eBook è promossa dalle organizzazioni europee, in quanto risulta favorire la riduzione di barriere comunicative che la carta non riesce a superare.