Ricerca Traslazionale

Precursore della proteina amiloide e malattia di Alzheimer: nuove ipotesi e possibili terapie per contrastare “una relazione pericolosa”

Di Antonella Borreca – La proteina precursore dell’amiloide sembra essere iper-espressa nei pazienti con malattia di Alzheimer. Un’alterazione nel meccanismo di controllo della sintesi di questa proteina potrebbe essere tra i responsabile della tossicità dei neuroni. Agendo a monte del taglio proteolitico sbagliato si potrebbe trovare una terapia per la cura di questa malattia.


Adroterapia: la nuova frontiera della radioterapia

Di Francesco Natale – La radioterapia convenzionale è ampiamente adoperata nel trattamento dei tumori ma presenta alcuni limiti, come l’impossibilità di risparmiare i tessuti sani. L’introduzione dell’adroterapia offre una soluzione a questo problema, aprendo la strada verso un nuovo modo di combattere il cancro.



Vannoni e stamina, la comunicazione che arriva diritta al cuore

Di Lorenza Moscarella – Del caso Stamina si è parlato moltissimo, analizzando molti aspetti di quella che è stata una delle più più eclatanti frodi scientifiche degli ultimi anni. Tuttavia, nonostante i moltissimi articoli di giornale e la dietrologia, ci si continua a chiedere come, in un sistema così fortemente regolato come quello della salute pubblica, sia stato possibile arrivare ad uno scandalo di tali proporzioni. L’agenzia italiana del farmaco (AIFA) aveva svolto la sua parte come previsto, bloccando fin da subito il cosiddetto “metodo Stamina” perché non supportato da dati oggettivi. Ma allora che cosa ha trasformato Vannoni da ciarlatano ad eroe e martire della scienza convenzionale agli occhi del pubblico? In questo articolo, analizziamo gli aspetti legati alla comunicazione che hanno orbitato attorno al caso Stamina, gli errori e le leggerezze che hanno portato alla difficile situazione che tutti conosciamo.


Inibire i meccanismi di riparazione del DNA: una nuova speranza per i pazienti affetti da leucemie

Di Maria Teresa Esposito – Sono un docente universitario presso la University of East London (inghilterra), dove mi occupo di biologia del cancro. Questo è il mio lavoro di ricerca svolto come ricercatrice post-doc al King’s College London (Inghilterra). La ricerca di cui vi parlo in questo articolo è stata pubblicata questo mese su Nature medicine, e tratta di uno studio pre-clinico verso l’utilizzo di un nuovo farmaco per i pazienti affetti da leucemia mieloide acuta (LMA) e per quelli affetti dalle aggressive leucemie mieloidi/linfoidi (MLL).


La Vitamina B12: fatti e questioni irrisolte!

Di Elena Mutti – La vitamina B12 è stata isolata e cristallizzata nel 1948, e dopo quasi un secolo, sono ancora numerosi gli studi volti a scoprirne nel dettaglio non solo le proprietà chimiche ma soprattutto gli effetti sull’organismo umano. Sin da subito è stato evidenziato il suo ruolo fondamentale nel contrastare una pesante forma di anemia e gravi disturbi neurologici. Successivamente la vitamina B12 ha trovato coinvolgimento nei più disparati settori delle scienze mediche, a volte con notevole successo e a volte no. In questo testo si vogliono ripercorrere le principali applicazioni terapeutiche della vitamina B12, anche quelle prive di fondamento scientifico, esplorando allo stesso tempo gli studi più recenti che aprono la strada a nuovi impieghi terapeutici (es. nel campo immunologico).