Medicina

Nuove prospettive nella cura del melanoma: identificato un possibile target terapeutico nel cosiddetto ”DNA spazzatura”

Di Eleonora Leucci – Sono una ricercatrice presso l’Istituto Fiammingo di Biotecnologie (VIB) e l’Università di Leuven (KU Leuven) in Belgio e l’articolo che segue spiega i risultati di uno studio preclinico sul melanoma, che io e Roberto Vendramin, un dottorando presso lo stesso istituto, abbiamo ottenuto sotto la supervisione del Prof. Jean-Christophe Marine e in collaborazione con l’Università di Gent (UGent). I risultati del nostro studio sono stati pubblicati questo mese sulla prestigiosa rivista Nature.


Le strutture molecolari dei regolatori del complemento in azione

Di Federico Forneris – Attraverso l’analisi delle strutture tridimensionali di molteplici regolatori del complemento umani e virali in complesso con la proteina C3b è possibile comprendere le come essi agiscono a livello molecolare. Inoltre, la visualizzazione strutturale permette una migliore interpretazione di molti studi biochimici pubblicati in precedenza. La comprensione delle relazioni struttura-funzione in queste importanti proteine del sistema immunitario ci permette di chiarire quali sono le loro effettive implicazioni nel contesto di malattie croniche degenerative con base genetica.


Adroterapia: la nuova frontiera della radioterapia

Di Francesco Natale – La radioterapia convenzionale è ampiamente adoperata nel trattamento dei tumori ma presenta alcuni limiti, come l’impossibilità di risparmiare i tessuti sani. L’introduzione dell’adroterapia offre una soluzione a questo problema, aprendo la strada verso un nuovo modo di combattere il cancro.



Report del corso “The aging brain. Cellular mechanisms interfacing human pathology”- 28 settembre – 2 ottobre 2015

Di Elia Magrinelli – Il corso di dottorato di neuroscienze dell’università di Torino ha organizzato un breve corso interdisciplinare per studenti di dottorato impegnati in diversi ambiti delle neuroscienze. I professori Annalisa Buffo, Silvia De Marchis e Maurizio Giustetto, gli organizzatori del corso, hanno raggruppato in quest’evento diversi settori delle neuroscienze: cliniche, cognitive e ricerca fondamentale. Inoltre questo seminario ha permesso di avvicinare gli studenti a un ambito specifico della ricerca in neuroscienze: quello dell’invecchiamento del sistema nervoso e delle patologie neurodegenerative correlate.


Figura 2 - AIRIcomics: il dolore sociale (vignetta by Carlotta Teruzzi)

Perche’ fa cosi male? Le basi neurologiche del dolore sociale

Di Irene Cristofori – Il dolore sociale è un dolore psicologico, che deriva da esclusione sociale o isolamento. Le ultime ricerche in neuroscienze mostrano come dolore sociale e fisico condividano parzialmente le stesse basi neurali. Questo indica come anche il dolore sociale, come quello fisico, sia funzionale alla sopravvivenza e al benessere dell’individuo. Infatti, periodi prolungati di dolore sociale hanno effetti deleteri sul nostro sistema cognitivo.


Vannoni e stamina, la comunicazione che arriva diritta al cuore

Di Lorenza Moscarella – Del caso Stamina si è parlato moltissimo, analizzando molti aspetti di quella che è stata una delle più più eclatanti frodi scientifiche degli ultimi anni. Tuttavia, nonostante i moltissimi articoli di giornale e la dietrologia, ci si continua a chiedere come, in un sistema così fortemente regolato come quello della salute pubblica, sia stato possibile arrivare ad uno scandalo di tali proporzioni. L’agenzia italiana del farmaco (AIFA) aveva svolto la sua parte come previsto, bloccando fin da subito il cosiddetto “metodo Stamina” perché non supportato da dati oggettivi. Ma allora che cosa ha trasformato Vannoni da ciarlatano ad eroe e martire della scienza convenzionale agli occhi del pubblico? In questo articolo, analizziamo gli aspetti legati alla comunicazione che hanno orbitato attorno al caso Stamina, gli errori e le leggerezze che hanno portato alla difficile situazione che tutti conosciamo.