Cervello

Esplorando il Fenomeno della Sinestesia: dall’ Esperienza Personale alle Basi Neurali

Di Irene Cristofori, Carola Salvi, Deborah Cennerilli – “Calda, dalle forme longilinee e di colore rosso. Rossa è come l’aspetto delle lettere che compongono il suo nome. Sto parlando dell’ARTE, il cui nome scritto in maiuscolo è di una tonalità di rosso piuttosto chiaro e brillante. Un profumo fresco e leggero simile a quello dei comuni detersivi ed un colore blu acceso dall’aspetto glaciale. E’ così che si presenta la SCIENZA, la cui freddezza delle lettere con le quali è scritto il suo nome, contrasta con il calore con cui, invece, giunge alla mia mente. Sono tutti diversi, diversi nel modo in cui vengono visualizzati e percepiti attraverso i sensi. Non ne esistono due perfettamente uguali, ognuno di essi ha un marchio di autenticità”.


Immagini tridimensionali ad alta risoluzione di interi organi: la rivoluzione nello studio del sistema nervoso

Di Stefania Averaimo – Nei mammiferi, l’opacità dei tessuti adulti (come ad esempio il cervello di un roditore adulto) impedisce l’acquisizione di immagini di interi organi. L’unico modo per studiare questi sistemi è il sezionamento e l’osservazione al microscopio delle singole sezioni. Questa è una forte limitazione alla comprensione dei meccanismi di comunicazione nel sistema nervoso. Attraverso una nuova tecnica, chiamata 3DISCO, è possibile rendere il tessuto trasparente, permettendo la penetrazione da parte della luce. Usando 3DISCO, non è più necessario sezionare il tessuto, e l’acquisizione di immagini può essere fatta sull’organo intero, permettendo un’analisi rapida e dettagliata di complesse e delicate strutture come le connessioni neuronali.


Precursore della proteina amiloide e malattia di Alzheimer: nuove ipotesi e possibili terapie per contrastare “una relazione pericolosa”

Di Antonella Borreca – La proteina precursore dell’amiloide sembra essere iper-espressa nei pazienti con malattia di Alzheimer. Un’alterazione nel meccanismo di controllo della sintesi di questa proteina potrebbe essere tra i responsabile della tossicità dei neuroni. Agendo a monte del taglio proteolitico sbagliato si potrebbe trovare una terapia per la cura di questa malattia.


Report del corso “The aging brain. Cellular mechanisms interfacing human pathology”- 28 settembre – 2 ottobre 2015

Di Elia Magrinelli – Il corso di dottorato di neuroscienze dell’università di Torino ha organizzato un breve corso interdisciplinare per studenti di dottorato impegnati in diversi ambiti delle neuroscienze. I professori Annalisa Buffo, Silvia De Marchis e Maurizio Giustetto, gli organizzatori del corso, hanno raggruppato in quest’evento diversi settori delle neuroscienze: cliniche, cognitive e ricerca fondamentale. Inoltre questo seminario ha permesso di avvicinare gli studenti a un ambito specifico della ricerca in neuroscienze: quello dell’invecchiamento del sistema nervoso e delle patologie neurodegenerative correlate.


Quando membrane, proteine e sali creano elettricità.

Di Elia Magrinelli – Le cellule neuronali o neuroni costituiscono le unità fondamentali del sistema nervoso. L’intero funzionamento di questo sistema incredibilmente complesso si basa su una caratteristica peculiare di queste cellule, quella di essere eccitabili. Nell’immaginario comune l’attività nervosa viene associata all’invio di segnali elettrici e questa immagine, seppur riduttiva, è corretta. Come per i computer, la trasmissione del segnale attraverso l’elettricità è rapida, precisa e facilmente controllabile. Un segnale nervoso può iniziare, avere luogo e terminare nell’arco di millisecondi viaggiando anche per lunghe distanze. Per avere un’idea della velocità dei segnali nervosi proviamo a considerare un’attività sportiva, ad esempio il ping pong. I professionisti di questo sport riescono a imprimere velocità iniziali alla palla che raggiungono anche i 90 km/h. Considerando una distanza di 5 metri tra i due giocatori, la palla impiegherà 200 msec (1/5 di secondo) circa a raggiungere l’avversario. In questo breve tempo, il giocatore avrà osservato la traiettoria iniziale della palla, estrapolato il suo percorso, calcolato come muovere la racchetta in modo che questa incontri la traiettoria della palla per poterla respingere, inviato i comandi ai muscoli del corpo e risposto cosi all’attacco avversario! Altrettanta coordinazione e velocità consentono per esempio a un predatore di catturare la sua preda o, al contrario, alla preda di reagire fuggendo dal pericolo o difendendosi dall’attacco. In entrambe queste situazioni la rapidità rappresenta il fattore determinante per il successo di preda o predatore e la posta in gioco è davvero molto alta: la vita. In questo articolo introdurremo le nozioni fondamentali sulla struttura e il funzionamento dei neuroni, caratteristiche condivise dal sistema nervoso di molti organismi, dal più semplice, al più complesso. Infine descriveremo brevemente le metodologie più utilizzate per valutare e studiare l’attività dei neuroni.


Figura 2 - Rappresentazione grafica dell’irradiazione laser di nanoparticelle in cellule neurali.

Nanoparticelle per la rigenerazione neuronale: è un approccio fattibile?

Di Chiara Paviolo – La funzione principale di un nervo periferico è di trasmettere segnali dal sistema nervoso centrale al resto del corpo, o di trasmettere informazioni sensoriali dal resto del corpo al sistema nervoso centrale. In caso di infortuni, problemi di salute o dopo l’insorgere di complicate malattie, questo percorso può essere parzialmente o totalmente distrutto, causando una riduzione delle normali funzioni fisiologiche. I ricercatori stanno attualmente cercando nuove strategie e materiali per ripristinare questa mancata interconnessione neurale. In questo articolo si discute l’uso di recenti approcci nanotecnologici ideati per promuovere il processo di rigenerazione neurale.


Comprendere il funzionamento dei lampi di Genio attraverso nuovi test in lingua italiana

Di Carola Salvi – Lavoro come postdoctoral fellow presso la Northwestern University di Chicago, dipartimento di Psicologia e Neuroscienze Cognitive. Insieme all’Università degli Studi Milano-Bicocca abbiamo creato e validato i primi due set di problemi per studiare il lampo di genio (o insight problem solving) in lingua Italiana (clicca qui per l’articolo originale pubblicato su Behavior Research Methods). Questa ricerca consentirà, per la prima volta in Italia, di studiare come nascono le idee creative nella mente delle persone, rapportandole a tecniche come Ettroencefalogramma, Risonanza Magnetica Funzionale ed altre misure neurofisiologiche.Sperando di incentivare questo filone di ricerca, in Italia come in altri paesi del mondo, queste due serie di problemi sono ora disponibili ai ricercatori che desiderano studiare la creatività anche tra gli Italiani.